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Arte e Cultura | 13 aprile 2020, 21:40

Libri e librerie ai tempi del Coronavirus

Provate a digitare in rete una frase tipo ‘novità libri 2018, 2019 o 2020...

La libreria Sant'Andrea

La libreria Sant'Andrea

Avrei voluto pubblicare questo pezzo martedì 14 aprile con quella bella notizia – bella almeno per me e spero per tantissimi altri – che ha fatto il giro dell’Italia, dopo l’annuncio del primo ministro: la riapetura delle librerie! Purtroppo sappiamo che per noi non è così: qui in Piemonte (e nella vicina Lombardia) resteranno chiuse, anche giustamente, a causa dei risultati sulla pandemia, meno ottimistici del previsto, benché per alcuni versi incoraggianti.

 

Fin da quando viene decretata la quarantena, il 3 marzo scorso, personalmente mi sono subito organizzato: pur lavorando di mattina come insegnante (video-didattica e affini) e al pomeriggio come giornalista musicale, ma sospendendo momentaneamente l’attività di scrittore di libri, non sapendo come e quando l’editoria si riorganizzerà, sto cercando di leggere il più possibile, anche grazie a condizioni pratiche favorevoli (il generale silenzio circostante) quei testi che non devo necessariamente recensire e che magari mi sono lasciato indietro da mesi (talvolta da anni). Credo che capiti a tutti di lasciare indietro un libro: io, come tanti, ho la mia pila di libri sul comodo, che vorrei leggere tutti e subito, ma chissà per quali leggi del destino, succede che un testo resti lì per transitare poi in uno scaffale remoto della libreria in salotto.

 

Ritengo però che talvolta lasciar levitare le novità e non farsi sedurre dalla pubblicità dei nuovi libri sia anche un bene, perché a me ad esempio offre maggiori possibilità di scegliere con pacatezza e razionalità. Tuttavia non sono qui per consigliare libri rari o introvabili, anzi mi verrebbe voglia di indicare quei classici che ora frettolosamente i quotidiani si dispongono a offrire alla edicola (a prezzi talvolta nemmeno concorrenziali) oppure sarei tentato di proporre la lettura di un libro al giorno, ma poi mi chiedo: c’è davvero tempo? Molti che hanno il negozio chiuso o hanno perso i lavori, si trovano nelle condizioni psicologiche per farlo?

Sono domande a cui sinceramente non saprei rispondere, ma per iniziare a leggere libri, prima dei miei consigli (in un prossimo articolo) consiglierei un gioco: digitare in rete una frase tipo ‘novità libri 2018, 2019 o 2020 (ossia i testi pubblicati ultimi 24 mesi) e quindi facilmente reperibili nei cataloghi on line e magari ordinarli a una delle librerie di Vercelli che da diversi giorni stanno facendo consegne a domicilio: ho sperimentato io stesso la settimana scorsa con 16 testi di cui in due soli giorni me ne sono arrivati ben 13: libri non assenti al momento della telefonata sugli scaffali ma che sono accessibili sull’intero catalogo nazionale e che il gentile libraio mi ha portato di persona. E lì ho sentito, come del resto le rare volte che mi avventuro a fare la spesa, con guanti e mascherina, che il mondo, nonostante tutto, continua ad andare avanti.

Guido Michelone

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