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Politica | 24 marzo 2020, 23:16

Il "pasticcio" della messa in quarantena: chi individua le persone da isolare?

Sindaci e Asl schierati su un fronte opposto: ora si aspetta un chiarimento dall'Unità di Crisi

Il "pasticcio" della messa in quarantena: chi individua le persone da isolare?

A chi tocca mettere in quarantena fiduciaria dopo la segnalazione di un caso di Covid19? Secondo i Comuni è l'Asl a dover segnalare le persone considerate più a rischio, facendo scattare i 14 giorni di isolamento. Ma secondo l'Asl di Vercelli, invece, sono i Comuni a dover agire in autonomia.

Durante le tre settimane di emergenza scattata dopo il primo caso positivo registrato in provincia, i sindaci hanno atteso le indicazioni dell'Asl, sulla scorta di due circolari, una firmata da Angelo Borrelli, coordinatore nazionale, e una firmata da Mario Raviolo, coordinatore dell'Unità di Crisi del Piemonte che delegano espressamente le misure di profilasse ai Dipartimenti di Prevenzione delle Asl compententi.

Solo che, man mano che i casi positivi si sono moltiplicati, più di un sindaco ha lamentato eccessiva lentezza nel ricevere le indicazioni sulle persone poste in quarantena dall'Asl. E ritardare le quarantena comporta il potenziale rischio di lasciar girare persone che, senza saperlo né volerlo, essere a loro volta strumenti di diffusione del contagio.

Martedì mattina il sindaco di Borgosesia, Paolo Tiramani, ha sollevato la questione dei tempi troppo lunghi, aprendo la strada alla replica dell'Asl e, nella serata di martedì, alla decisione della Provincia di chiedere un parere all'Unità di Crisi stessa.

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In serata è una nota del presidente della Provincia, Eraldo Botta, a tornare sul tema. "Al consueto tavolo di coordinamento in Prefettura è stata affrontata la questione della procedura di notifica di isolamento obbligatorio a seguito di contatti stretti con un caso risultato positivo - spiega Botta - La soluzione data per scontata a mezzo stampa e ribadita ancora in riunione dal direttore dell’Asl di Vercelli, e cioè che siano i sindaci a dover emettere i provvedimenti di quarantena, stupisce ed è irricevibile in quanto in contrasto con le norme successive all’ordinanza del ministro della Salute del 21 febbraio 2020 (richiamate con la nota 1 marzo del Coordinatore dell’Unità di Crisi regionale Raviolo e con nota del 5 marzo del Capo dipartimento di Protezione Civile Borrelli), che dovrebbero essere note al direttore. A fronte di quanto sopra e della più volte ribadita convinzione del direttore dell’Asl che non rientri tra le sue funzioni la gestione di questa incombenza, è stato deciso di porre il quesito all’Unità di Crisi regionale".

A tre settimane dall'inizio dell'emergenza, un chiarimento alquanto opportuno, vien da dire.

redaz

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