“Sono allibito per quanto accaduto. Una accusa di questo tipo è la peggiore per chi vuole rappresentare le istituzioni ed è totalmente incompatibile con il nostro modo di vedere la vita e l’impegno politico. Per questo ci auguriamo che Roberto Rosso possa dimostrare quanto prima la sua totale estraneità ai fatti e confidiamo pienamente nel lavoro della magistratura".
In una nota stampa il presidente della Regione, Alberto Cirio, commenta a caldo la notizia del giorno, l'arresto dell'assessore Roberto Rosso, coinvolto nell'inchiesta sui rapporti tra Ndrangheta e politica.
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"In queste ore - prosegue Cirio - Roberto Rosso mi ha fatto pervenire le proprie dimissioni, che ho prontamente accettato avendo già fatto predisporre la sua revoca non appena verificata la notizia appresa dalla stampa. Come governo regionale, infatti, non possiamo accettare che esista alcuna ombra e più che mai su un tema come quello della lotta alla mafia e alla criminalità, che sono per noi un principio irrinunciabile e per il quale abbiamo voluto costituire per la prima volta in Piemonte una specifica Commissione permanente sulla Legalità. La mafia è il nemico, il male assoluto. E questo deve averlo ben chiaro chiunque voglia governare con me il Piemonte”.
Sulla questione Cirio sarà chiamato a riferire anche nel corso del prossimo Consiglio regionale. Intanto, Giorgia Meloni, leader nazionale di Fratelli d'Italia, ha annunciato l'immediata espulsione dal partito dell'ex sottosegretario.
"Roberto Rosso ha aderito a Fratelli d’Italia da poco più di un anno - si legge in un post diffuso sulla sua pagina ufficiale - Apprendiamo che stamattina è stato arrestato con l’accusa più infamante di tutte: voto di scambio politico-mafioso. Mi viene il voltastomaco. Mi auguro dal profondo del cuore che dimostri la sua innocenza, ma annuncio fin da ora che Fratelli d’Italia si costituirà parte civile nell’eventuale processo a suo carico. Ovviamente, fin quando questa vicenda non sarà chiarita, Rosso è da considerarsi ufficialmente fuori da FdI".
In una nota diffusa di prima mattina, il segretario regionale del Partito Democratico, Paolo Furia, precisa che "Non può essere messo sotto silenzio il rapporto tra 'ndrangheta, politica e burocrazia. E' compito della buona politica rifiutare il voto di scambio, dire no a quei voti raccolti in zone d'ombra tra l'illegalità e la legalità: voti forse comodi, ma che privano per sempre il politico della libertà. In attesa del prosieguo delle indagini, osserviamo sin d'ora che i partiti devono esercitare massima attenzione nella selezione e formazione della classe dirigente, sospettare di rapporti troppo stretti con interessi economici e isolare eventuali comportamenti ai confini con l'illegalità. Notizie come quella di stamattina fanno perdere di credibilità tutta la politica e fanno male alla democrazia perché minano alla base la fiducia dell'opinione pubblica. Tocca a noi, con comportamenti corretti e accorti, ricostruire questa fiducia".
Nessuna reazione ufficiale, al momento, a livello vercellese.