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Politica | 17 novembre 2019, 13:09

"Cittadinanza onoraria a Liliana Segre: andiamo avanti lo stesso"

Michelangelo Catricalà: "La giunta non ha voluto adottare la delibera come propria, peccato"

"Cittadinanza onoraria a Liliana Segre: andiamo avanti lo stesso"

Purtroppo non ci sono riuscito…. non sono riuscito a mettere tutti d’accordo sulla cittadinanza onoraria a Liliana Segre.

È il 30 gennaio del 1944, il destino della tredicenne Liliana passa per il “binario 21” della Stazione Centrale di Milano, insieme a quello di tante (troppe) persone, di uomini, di donne, di bambini.

Arriverà ad Auschwitz dopo sette giorni di viaggio, accompagnata dal freddo dell’inverno e dalla fame e dalla paura della guerra. Sopravviverà insieme ad altri 24 bambini, gli unici a tornare a casa tra tutti i minori di quattordici anni che furono deportati nel suo stesso campo.
“Coltivare la memoria è un vaccino prezioso contro l’indifferenza”
Queste parole di Liliana Segre hanno la forza di ricondurre il sé a sé; lo dico dopo aver letto la sua biografia, che mi ha scosso, lo confesso. Eppure è vero, questa sua semplice frase ha avuto l’effetto di allontanarmi dalla tristezza e dal risentimento e di rimettermi in me, forte dell’impegno civile e morale contenuto dalle sue parole.
Liliana Segre è la testimonianza ancora vivente di come l’uomo sia capace del bene, perché Lei non esprime sentimenti d’odio, nonostante tutti gli orrori ai quali ha assistito e che ha sperimentato.
La memoria di cui parla è la “memoria storica”, quella che appartiene a tutti quanti, a tutta l’umanità. Perdere la “memoria comune” espone infatti al “rischio comune” dell’indifferenza, che è viatico principale d’odio e di intolleranza.
Come padre (e come uomo) provo angoscia e disgusto anche solo ad immaginare le mie figlie subire atrocità come quelle subite da Liliana.
L’indifferenza è il germe da cui tutto questo male si è generato, dunque proprio in tal senso le parole di Liliana Segre acquisiscono una forza ancora maggiore.
Il suo messaggio abbraccia tutti, non esclude nessuno, nessun individuo, nessuna esperienza, ha una valenza universale. Per questo motivo mi è dispiaciuto moltissimo leggere la dichiarazione di Paolo Tiramani, per il quale Liliana Segre “è una donna straordinaria, ma non ha collegamenti con il territorio”, rispondendo proprio alla proposta giunta da più parti di attribuirle la cittadinanza onoraria.
La figura di Liliana supera i confini razziali, religiosi e anche territoriali.
In ogni modo, se proprio vogliamo fare esempi che riguardano il territorio vercellese, è giusto ricordare come sono state tante le persone della nostra città deportate in Germania, nei campi di concentramento nazisti; molte anche quelle residenti nella provincia di Vercelli, anche in Valsesia! Esistono naturalmente elenchi ufficiali che lo dimostrano.
Seppure la via della proposta di delibera si sia arenata (poiché l’amministrazione non ha ritenuto opportuno darle attuazione) ho presentato al Consiglio comunale una mozione per chiedere il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre; mozione firmata da tutta l’opposizione. Spero, me lo auguro di cuore, che in Consiglio possa svolgersi una sana e costruttiva discussione che conduca al voto favorevole di tutti i presenti. La questione, lo ribadisco, è relativa alla memoria di tutti, non è una questione politica.

Michelangelo Catricalà, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle

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