Brutte e devastanti per le piante. Ma innocue per l'uomo e per gli animali. Come avviene ogni anno, in numerose alberate della città, così come in molti giardini è stata rilevata la presenza di Hyphantria cunea (Ifantria americana o, più semplicemente, Bruco americano leggi QUI la scheda tecnica della Regione).
Un parassita che non ha niente a che vedere con la Processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), che si sviluppa su esemplari di conifera, ha un ciclo vitale che raggiunge l’apice all’inizio della primavera ed è pericoloso, sia per i cani e che per l'uomo a causa delle reazioni allergiche che può produrre e che, in alcuni soggetti, possono anche provocare uno shock anafilattico con conseguenze letali.
L’Ifantria, invece, non è pericolosa né per l’uomo né per gli animali domestici, tuttavia i bruchi, essendo molto voraci, devastano le latifoglie sulle quali si piazzano, rosicchiando tutte le foglie e lasciando solo le nervature. Gli interventi - con metodi naturali come il piretro - possono essere effettuati per limitare le infestazioni sulle piante che possono essere seriamente danneggiate dalle larve che divorano voracemente le foglie. Un danno secondario è rappresentato dai residui lasciati dalle colonie di bruchi: tele sericee, esuvie larvali, escrementi e resti di tessuti fogliari che imbrattano la vegetazione infestata.