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Politica | 05 giugno 2019, 10:06

Tiramani ha sbagliato, ma è in buona compagnia

NULLI ROSSO E LOCARNI, PER ESEMPIO, ERA MEGLIO SE TACEVANO

Tiramani ha sbagliato, ma è in buona compagnia

Tiramani sessista oppure maldestro nel fare satira?

Allora, questa storia, che sembra il fulcro della campagna elettorale, non è una bella storia.

La prima ad aver sbagliato è Maura Forte. Va bene un ritocchino, ma lei ha esagerato. Una sessantenne (in campagna elettorale l'età diventa cosa pubblica) dovrebbe essere orgogliosa di essere una sessantenne. Voler apparire attraente è un messaggio sbagliato. Se sei giovane e carina ti votano, altrimenti ciccia.
(E di sicuro non è un messaggio di sinistra).

Tiramani non è stato il primo a fare dell'ironia sui manifesti elettorali della sindaca. Durante una conferenza stampa, Maurizio Randazzo (più o meno) disse così: “Maura Forte parla di menzogne degli altri e poi propone dei manifesti di quando aveva 22 anni”.

Aveva ragione, e nessuno tra i presenti (giornalisti compresi) si scandalizzò.

Punto secondo, e qui non ci piove, ha fatto una figura barbina Paolo Tiramani. Ha esagerato anche: accanto alla foto tarocca in cui la sindaca è giovane e carina doveva metterne una accettabile, non cercare la peggiore. La satira, quando è troppo cattiva, può diventare un boomerang, e così è stato. Conosco Tiramani: è stato maldestro, ha fatto un regalo alla sindaca – perché hanno solidarizzato anche persone che non la possono vedere e la voteranno, pure – ma non è un sessita. La cavolata, però, l'ha fatta.

Esagerazione chiama esagerazione, come una calamita: sono stati eccessivi quelle e quelli che lo hanno attaccato, sono stati eccessivi quelle e quelli che hanno tentato di difenderlo.

Tra quelli che hanno manifestato il loro disprezzo c'è stato anche l'assessore-palestrato (nonché vicensidaco) Carlo Nulli Rosso che se si stava zitto era meglio: nel 2017, definì “balenottera” una militante della Lega, Margherita Candeli, e costrinse Maura Forte a scusarsi.

Altro esempio di uno che avrebbe fatto meglio a tacere. Su facebook, un bravo giornalista torinese (che ha lavorato anche a Vercelli, redazione La Stampa) è intervenuto sul caso, criticando Tiramani. A un certo punto compare questo commento: “Giorgio Levi invece lei con il suo commento si eleva ma tant'è che se molti non leggono più alcuni cartacei basta vedere chi ci lavora così per dire neh, suvvia può e deve far meglio è guardi non entro nel tema dell'articolo dell'online deliberatamente fraintendente. Se poi sulla mia bacheca trova qualcosa di disgustoso c'è la sua elevazione politica sul nulla”.

L'autore non è un utente qualsiasi. L'autore del commento si chiama Gian Carlo Locarni, ed è - cosa assai grave - segretario cittadino della Lega. Uno insomma che dovrebbe, almeno, saper comunicare. Soggetto, verbo, complemente oggetto, come usavano fare i vecchi dirigenti del Pci che avevano fatto la terza elementare.

La risposta di Levi è stata:

“Signor Locarni la rigrazio per la sua risposta ma non ho capito nulla di quello che dice”.

Ed è stato buono, Levi.


Remo Bassini

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