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Cronaca | 04 giugno 2019, 20:39

Fusti radioattivi, interviene la commissione Ecomafie

NOTA DELL'AZIENDA: "SECONDO I TECNICI NON CI SONO RISCHI PER LA SALUTE DEI LAVORATORI DEL SITO"

Un'immagine dall'alto dell'area di Saluggia

Un'immagine dall'alto dell'area di Saluggia

"Una notizia preoccupante, che se confermata rivelerebbe un interramento di rifiuti potenzialmente pericolosi di cui per decenni non si è avuta notizia". A scriverlo, in una nota, è il il presidente della Commissione bicamerale Ecomafie, il deputato Stefano Vignaroli (M5S), annunciando l'internzione di farsi trasmettere dalla Procura di Vercelli gli atti relativi all'indagine sull'interramento di fusti contenenti materiale non precisato, tornata alla ribalta dopo un servizio al Tg1 di lunedì 3 giugno.

leggi anche: FUSTI RADIOATTIVI INTERRATI A SALUGGIA

La vicenda, annuncia il presidente Vignarioli, sarà certamente oggetto di attenzione della Commissione, che sulla gestione dei rifiuti radioattivi ha già deliberato di svolgere un’apposita inchiesta.

Intanto anche Livanova, l'azienda biomedicale che si trova nell'area in cui sono venuti alla luce i fusti - e i cui dirigenti stanno attivamente collaborando con la magistratura - in una nota ha precisato che "gli immediati rilievi radiometrici di Arpa e Iren hanno rilevato contenuti valori di radioattività associati ai rifiuti. Alla data odierna non sono stati segnalati rischi per la salute e la sicurezza delle persone che lavorano presso il sito industriale di Saluggia”.

Nella nota viene anche ricostruito l'iter legato al rinvenimento dei fusti nel piazzale del complesso industriale: “In seguito a un'interrogazione parlamentare, ai primi di agosto e alla fine di settembre 2018 sono state condotte due analisi geofisiche nel sito di Saluggia, alla presenza di funzionari di Arpa Piemonte e di Isin (L’Ispettorato nazionale per la sicurezza nucleare e la radioprotezione). Le analisi sono state condotte nell’area perimetrale del deposito rifiuti radioattivi e in una parte all’interno del deposito stesso. Ad esito delle analisi, nulla venne segnalato nell’area originariamente indicata dall’interrogazione parlamentare. Tuttavia, in una porzione di terreno adiacente fu identificata una linea interrata obliqua rispetto alla parete frontale del deposito, non riconducibile a sistemi conosciuti”.

In accordo con la magistratura, l'azienda ha perciò fatto eseguire nuovi scavi, alla presenza di Arpa e Isin, durante i quali sono venuti alla luce i fusti di cui ha parlato il Tg1. Ulteriori accertamenti scientifici e le indagini in corso potrebbero portare a chiarire da dove sia arrivato quel materiale. E perché sia stato interrato nel complesso industriale.

redaz

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