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Spettacoli | 09 novembre 2018, 06:43

Baba Sissoko la grande musica africana

QUESTA SERA AL CIRCOLINO DI PORTA TORINO UN EVENTO MUSICALE DI ENORME IMPORTANZA - INTERVISTA

Baba Sissoko, la locandina dell'evento di stasera

Baba Sissoko, la locandina dell'evento di stasera

Stasera Vercelli sarà protagonista di un evento musicale di enorme importanza: al Circolino di corso Prestinari è di scena Baba Sissoko, tra i maggiori artisti di afrobeat, ovvero la nuova musica africana, ormai diffusa in tutto il mondo. In quest’intervista egli stesso racconta cosa avverrà stasera e un po’ della sua vita.

Baba Sissoko per la prima volta al Circolino e soprattutto per la prima volta a Vercelli, per un concerto. Cosa ci proporrà, musicalmente parlando?

Porterò la voglia di condividere un bel momento con il pubblico, porterò la mia musica, la mia esperienza e un messaggio speciale perché il concerto a Vercelli si inserisce in un tour per me particolarmente importante.

Di cosa si tratta nello specifico?

Il Bamako Jazz Tour infatti è organizzato per raccogliere fondi per la costruzione di un centro culturale nel mio paese e dare la possibilità a tanti giovani di esprimere e coltivare il loro talento nella musica così come in tutte le altre forme d’arte.

Dunque un pezzo d’Africa a Vercelli e una proposta aperta a tutta l’Italia, che conosci ormai molto bene. Ma cosa vuol dire per te questo Paese in questo momento?

Vivo in Italia da 20 anni! Amo questo paese e penso che il momento un po’ buio che sta attraversando in questo periodo passerà presto. Perché l’Italia è un grande Paese con una grande cultura e forti tradizioni e la tradizione più sentita e importante è senz’altro quella dell’accoglienza!

Si può dire la stessa cosa dell’Italia odierna a proposito della situazione in cui stanno vivendo la musica, l’arte, la cultura?

Penso che in Italia, cosi come nel resto del mondo, la musica abbia un ruolo importante che, chi fa musica non deve perdere mai di vista, ovvero la capacità di veicolare messaggi! È importante far passare i messaggi giusti e universali come il rispetto per gli altri, l’amore, il saper vivere insieme in pace.

Quindi il ruolo della musica deve rispecchiare determinati valori, soprattutto positivi e propositivi; ma esistono altri tipi di idee, concetti o sentimenti che associ all’espressione musicale?

Tutto, nella mia vita, è associato alla musica… la musica è capacità di incontrare, di confrontarsi, di comunicare, di condividere… la musica è vita!

E a proposito di vita, se non erro, l’esistenza umana e artistico-professionale non viaggiano forse in parallelo nel curriculum di Babab Sissoko?

Sì, sono un Griot del Mali, musicista, polistrumentista… innamorato delle mie tradizioni, della mia cultura e della musica.

Quindi fin da piccolo l’educazione musicale resta fondamentale per aver quindi potuto creare la sua musica. Che ricordi permangano al proposito?

Sono nato con la musica… provengo da una famiglia di musicisti quindi faccio prima a dire che non ho un ricordo che non sia legato alla musica…

In che modo è riuscito dal Mali a diventare una pop star internazionale? L’ha aiutata il suo entourage familiare?

Come ho detto prima, essendo nato in una famiglia di Griot, che nella mia tradizione sono coloro che tramandano oralmente le tradizioni e la cultura del nostro paese attraverso la musica… sono nato musicista. Ho imparato fin da piccolo a suonare diversi strumenti; prima con i miei nonni Djeli Maka Sissoko, Djeli Baba Sissoko e Djeli Djatourou Sissoko e poi con i miei genitori, mio padre Djeli Madou Sissoko e mia madre Djeli Mah Damba Koroba.

Quali sono stati dunque i suoi maestri nel formarla come uomo e come artista?

L’ho detto prima… la mia famiglia, la mia cultura e le mie tradizioni…

C’è per lei un momento particolare nella carriera di musicista che ricorda ancora oggi volentieri?

Potrei dire ogni volta che ho ricevuto un applauso, un premio, il calore del pubblico, un sentito ringraziamento da parte di qualcuno che si è emozionato grazie alla mia musica durante un concerto… sono tanti i bei momenti nella vita di un musicista e grazie alla natura io ne ho vissuti molti e spero di viverne ancora tanti!!!

La sua musica viene spesso collocata all’interno della cosiddetta world music: lei accetta questa ‘etichetta’ dei critici musicali?

Si ma nell’accezione letterale del termine nel senso che la mia è una musica mondiale ovvero aperta al confronto e all’incontro con tutti gli altri generi musicali. Anzi, per me la musica non ha generi; la musica è la musica! E la mia musica è il frutto di quello che sono perché mantiene le radici lì dove sono partito e si è evoluta grazie a tutti gli incontri e i confronti con i musicisti che ho incontrato nel corso della mia carriera.

Altri critici, ascoltando la sua musica, parlano anche di african jazz. E cos’è per lei la musica jazz?

Per rimanere coerente con quanto detto prima, per me il jazz è un’evoluzione della musica tradizionale africana. Tutto della musica afroamericana (dal blues al jazz, dal reggae al soul) ha radici in Africa è l’evoluzione della musica tradizionale che i neri deportati come schiavi nel nuovo continente hanno portato con loro. Per me è quindi naturale suonare con musicisti definiti “Jazz” e fare del jazz… per me la cosa più importante quando si suona insieme è di sentire gli stessi sentimenti, di provare lo stesso amore per ciò che si sta condividendo e saperlo trasmettere a chi ascolta!

Tra i vari album che ha registrato in proprio o con altri celebri colleghi, ce ne è uno a cui è particolarmente affezionato?

Amo tutti i miei dischi. Tutti hanno un enorme significato per me perché ognuno è stato fatto mettendoci dentro sempre tutte le mie energie e tutto il mio amore per la musica e per il messaggio che di volta in volta volevo trasmettere al mio pubblico…

E degli album altri, ce ne sono che porterebbe volentieri su un'isola deserta?

Farei una bella compilation perché amo tanti dischi… ma soprattutto penso che l’essenziale sarebbe di avere con me i miei strumenti perché con loro potrei vivere tranquillamente su un’isola deserta e avrei con me tutta la musica di cui ho bisogno…

Dopo Vercelli, cosa sta progettando per l’immediato futuro a livello musicale?

Ho tanti progetti musicali in cantiere… quello più prossimo è l’uscita di un disco con mia figlia Djana Sissoko dal titolo “Fasiya” che uscirà in tutto il mondo il 23 novembre per la Blind Fight Records di Luca Sapio. È un disco pieno di bei messaggi con una grande energia positiva.

Guido Michelone

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