Potrebbe essere stato un gioco erotico finito male a causare il decesso di Pietro Bello, il 55enne di Magenta ritrovato cadavere, a quattro giorni dalla scomparsa, nell'abitazione di giovane di Vallemosso che ora si trova in carcere a Biella con l'accusa di omicidio preterintenzionale.
Sarà l'esame autoptico, previsto per domani al "Degli Infermi", a dare una risposta più precisa alle domande degli inquirenti.
Intanto lunedì mattina, Cristian Angileri, il 39enne fermato venerdì per l'omicidio, è comparso davanti al giudice per le indagini preliminari, Claudio Passerini, per l'interrogatorio di garanzia. E' stato lo stesso pregiudicato, venerdì scorso, a fornire le indicazioni utili ai carabinieri di Valle Mosso per il ritrovamento del corpo senza vita di Pietro Bello. Interrogato dal procuratore facente funzioni, Mariaserena Iozzo, e dal maresciallo dei carabinieri Tindaro Gullo, il netturbino valmossese è crollato, cadendo più volte in contraddizione.
A suo carico, peraltro, c'erano già pesanti indizi rinvenuti proprio dai carabinieri di Valle Mosso, grazie alle informazioni ricevute da testimoni e alle telecamere di sorveglianza installate in paese. Domenica 30 aprile i due uomini (sembra che si siano conosciuti su internet, in una chat) erano insieme, prima al tavolino di un bar del paese, poi in via Bacconengo, dove è stata rinvenuta l'auto di Pietro Bello e dove, a pochi metri dal luogo del ritrovamento, abita Cristian Angileri.
Pietro Bello era scomparso da casa domenica 30 aprile e i suoi familiari, nella speranza di ritrovarlo, dopo la denuncia ai carabinieri di Magenta si erano rivolti anche alla trasmissione televisiva "Chi l'ha visto". Uscito di casa dopo aver confidato alla moglie che sarebbe rientrato la sera stessa al termine di un giro in macchina, non è più tornato. La sua vettura, una Chevrolet Cruz, è stata rinvenuta a Valle Mosso, e in un primo momento si era pensato ad un allontanamento volontario del 55enne disabile. Invece il suo cadavere, avvolto in un telo bianco e con le mani legate, è stato ritrovato venerdì scorso, 5 maggio, nel sottotetto dell'abitazione di Cristian Angileri, 39 anni, residente a Valle Mosso, ora accusato di omicidio preterintenzionale e difeso dall'avvocato biellese Andrea Delmastro.