E' stato arrestato con l'accusa di tentato omicidio il cinese di 38 anni, residente in città e incensurato, che ieri ha aggredito un connazionale ferendolo con una mannaia da cucina. La sua vittima, 26 anni, non è in pericolo di vita, ma ha rimediato una prognosi di 40 giorni.
Gli uomini della Questura, intanto, hanno chiarito i contorni del violento litigio, che per poco non è sfociato in tragedia. In presenza dell’avvocato di fiducia, infatti, è stato lo stesso cinese a fornire spontanee dichiarazioni su quanto avvenuto ieri, intorno alle 13 in via Martiri del Kiwù.
L’aggressore, coniugato e titolare di un esercizio commerciale ben avviato, aveva una relazione extraconiugale con una sua dipendente 22enne, anch’essa cinese. Il fratello 26enne della ragazza si era messo in mezzo, per ostacolare il rapporto, suscitando con ciò l’ira del connazionale.
Dopo una serie di scontri verbali, ieri pomeriggio si arrivava alla resa dei conti: i due si incontravano per chiarirsi solo che l’amante estrava dalla giacca una mannaia e con la stessa colpiva più volte la vittima al capo. Il 26enne, però, aveva sistemato il cellulare nella tasca della giacca e, con la telecamera accesa, era riuscito a riprendere i momenti salienti dell’aggressione. Poco dopo chiamava la Polizia di Stato per chiedere aiuto.
Ad avvertire la Questura anche un'altra telefonata, da parte di una donna che si trovava a poca distanza. L’operatore dirottava subito una delle volanti presenti nei paraggi per l’immediato soccorso, sorprendendo l’aggressore che rincorreva la vittima sanguinante. Dopo aver bloccato il reo, gli agenti recuperavano poco distante l’arma, una mannaia da cucina con una lama lunga circa 20/25 e ancora sporca di sangue. In zona anche tre donne, cinesi anche loro, che presumibilmente avevano assistito ai fatti.
I poliziotti, ammanettato l’aggressore e messo in custodia nella volante, provvedevano a prestare i primi soccorsi alla vittima tamponando le ferite dalle quali fuoriusciva copiosamente sangue. Il giovane poteva così consegnare loro anche il cellulare e i poliziotti, dall’esame del filmato, potevano osservare la ferocia con cui il 38enne sferrava diversi fendenti nei confronti della vittima.
Una volta intervenuto personale del pronto soccorso, gli agenti della Polizia provvedevano ad accompagnare negli uffici di via San Cristoforo sia l’aggressore che i testimoni. Sul luogo restavano al lavoro gli uomini della Scientifica per i rilievi del caso, poliziotti della squadra mobile e una pattuglia dei Carabinieri in ausilio. Terminato l'interrogatorio, il sospetto è stato portato al carcere di Billiemme a disposizione dell'autorità giudiziaria.