Cronaca - 10 novembre 2016, 22:42

Diabetologia: Novara ospedale di riferimento

LA REGIONE ANTICIPA I CRITERI DI REVISIONE DELLA RETE: NEL VERCELLESE LA PATOLOGIA COLPISCE CIRCA 12 MILA PERSONE

La Regione prepara la revisione della rete di Diabetologia ed Endocrinologia. In Piemonte, sono circa 280.000 le persone che soffrono di diabete - circa 12 mila nella provincia di Vercelli, oltre il 5% della popolazione. Il 91% di questi sono adulti con diabete di tipo 2, gli altri sono persone con diabete di tipo 1- età pediatrica (circa il 5%), diabete gestazionale, diabete secondario e altri tipi di diabete.

Il dato è costante crescita: nel 2011 i pazienti diabetici iscritti al Registro regionale del diabete erano 268.200, di cui l’88% con diabete di tipo 2, con aumento del 10% in quattro anni.

"Per  garantire a questi pazienti una sempre migliore assistenza attraverso l’omogeneità e la condivisione dei percorsi di cura - si legge in una nota della Regione -, l’analisi e la soluzione collegiale dei problemi, l’appropriatezza clinica ed organizzativa, la formazione comune la Regione Piemonte ha istituito la rete territoriale endocrino-diabetologica approvando nei giorni scorsi, con una delibera proposta dall’assessore alla Sanità, gli indirizzi per la riorganizzazione dell’assistenza diabetologica e endocrinologia".

Il cui modello si configura in quattro quadranti con centri hub di riferimento: Area metropolitana di Torino: Asl To1, To2, To3, To4, To5, con centri hub di riferimento gli Ospedali Mauriziano, Città della Salute, Maria Vittoria (To2) e San Luigi Gonzaga di Orbassano; Piemonte nord-est: Asl Biella, Vercelli, Novara e Vco, con centro hub Ospedale Maggiore di Novara; Piemonte sud-est: Asl Asti e Alessandria, con centro hub Ospedale di Alessandria; Piemonte sud ovest: Asl Cn1 e Cn2, con centro hub Ospedale di Cuneo

Nella fase transitoria, la Rete si svilupperà su 2 aree di coordinamento interaziendale: Piemonte orientale: (Aree Nord Est e Sud Est) e Piemonte occidentale (Area Metropolitana di Torino e Sud-Ovest).

Secondo le indicazione dell'assessorato alla Sanità "La rete dovrà essere strettamente correlata con medici di famiglia e pediatri per la gestione integrata dei percorsi di salute: è dai medici di famiglia che passa la sensibilizzazione verso i pazienti sullo stile di vita corretto che, insieme al mantenimento costante di un buon compenso metabolico, è in grado di ridurre l’incidenza delle complicanze del diabete".

Il modello di assistenza è basato su alcune priorità: personalizzazione della terapia, ottimizzazione del percorso diagnostico-terapeutico per adattarlo e renderlo appropriato a seconda delle esigenze e della situazione clinica del paziente; inserimento del paziente al centro di un team integrato, costituito dal suo medico di famiglia, dal diabetologo e dagli altri operatori sanitari coinvolti nel processo di cura.

redaz