Riceviamo e pubblichiamo.
Sinistra e Voce Libera, dopo il consiglio comunale di giovedì scorso in cui l’assenza di consiglieri di Cambia Vercelli e del PD ha posto la maggioranza in condizioni di minoranza numerica, ritiene non più rinviabile affrontare la situazione con chiarezza e alla luce del sole: ci pare indispensabile sia per le forze rappresentate nella maggioranza di questa amministrazione, che per quelle come la nostra che ha finora garantito il sostegno esterno.
Siamo ben consapevoli della delicatezza del momento. Vi sono vicende in corso che possono rappresentare un interesse primario per i cittadini di Vercelli e che avrebbero bisogno di tranquillità e discrezione, tuttavia la situazione ha raggiunto per noi un livello di limite ultimo.
Sull’ultimo consiglio quindi, se da un lato ci è inaccettabile che dissensi interni vengano espressi con l’assenza fisica nei momenti istituzionali, dall’altro non riteniamo sia possibile supplire a tali assenze con il ricorso sistematico a numeri recuperati nell’opposizione. Noi ci siamo impegnati a un sostegno amministrativo di centro sinistra e rispetto a questo riteniamo di aver contribuito fino in fondo, con lealtà e impegno, anche in momenti di non piena condivisione delle scelte, tenendo sempre in considerazione l’interesse primario dei cittadini.
A questo punto però, se gli eventi di giovedì scorso non fossero da ritenersi un fatto episodico incidentale ma volesse essere preludio di un criterio strutturale per avere anche in seguito una maggioranza numerica in consiglio comunale, crediamo che la nostra presenza non sia più compatibile con gli impegni presi di sostegno esterno. Siamo certi che tutto questo rientri semplicemente nell’ambito dell’onestà politica, sia nei confronti degli alleati che, soprattutto, degli elettori che ci hanno dato mandato.
Riteniamo quindi che le dichiarazioni del Sindaco nell’ultimo consiglio di voler passare da una verifica pubblica della sua maggioranza, cosa che da tempo avevamo chiesto, siano più che condivisibili e debbano attuarsi con immediatezza iniziando con l'affrontare le questioni più rilevanti quali i grandi temi dello sviluppo, le questioni sociali e dei beni comuni, e molte altre non più differibili. Si tratta di ribadire i percorsi realizzati e da realizzare con il massimo di concretezza, i metodi di approfondimento e gestione attraverso rapporti collegiali con i consiglieri e l’impegno di ciascuno alla partecipazione e alla presenza.
E' superfluo ricordare che il diritto di sciopero non è previsto per le rappresentanze istituzionali.