Cronaca - 11 settembre 2015, 10:23

Ristrutturazione Asl: tagli per 1,5 milioni di euro

E NEI PROSSIMI DUE ANNI ALTRE DRASTICHE RIDUZIONI. MA LA DIRIGENZA ASSICURA: «AUMENTANO I SERVIZI AI CITTADINI E I PERCORSI DI CURA SARANNO PIU' EFFICIENTI».

Giuseppe De Filippis, Chiara Serpieri, Adriano Picco

Qualche addetto ai lavori, facendone una battuta, affermava che l’ospedale Sant’Andrea sarebbe divenuto un grosso pronto soccorso. E forse non aveva tutti i torti. Ma a sentire le parole chiare e distinte della Dirigente generale dell’Asl Chiara Serpieri la verità sembra comunque un’altra: più servizi ai cittadini grazie alla riorganizzazione formale e strutturale che la nuova direzione Asl ha saputo costruire, pur dovendo attenersi rigidamente alle direttive ministeriali ed ai tagli operati a diversi livelli burocratici. In breve, il Distretto Sanitario diviene unico, i Dipartimenti aziendali tre mentre i Dipartimenti funzionali rimangono diversi. Le Strutture complesse ospedaliere, quelle per intenderci che sono dirette da un “primario” (che da oggi si chiama “direttore di struttura complessa”), scendono da 34 a 26, mentre le strutture non ospedaliere da 30 divengono 13.

«Sembrano tagli netti – ha commentato Serpieri in conferenza stampa nel pomeriggio del 10 settembre – ma in vero noi abbiamo costruito una rigenerazione formale di tutta la struttura, con l’obiettivo chiarissimo di mantenere i servizi ai cittadini vercellesi, pur adeguandoci alle direttive nazionali e regionali. Ora entro il 21 settembre il Piano di ristrutturazione aziendale passerà alla Regione e da qui al Ministero. La nostra nuova filosofia è: ragionare per processi gestionali e non più per aree territoriali». Questo, in soldoni, garantirà un percorso terapeutico ai pazienti di nuova concezione: «Un malato non passerà più di struttura in struttura a seconda delle esigenze del suo percorso terapeutico – ha proseguito la Direttrice – cambiando oltretutto diversi medici curanti, ma potrà essere seguito in tutti i suoi aspetti sempre dalle stesse persone con cui si relazionerà fin dall’inizio. Questo è molto importante per chi ha bisogno di assistenza medica. Inoltre, sebbene si legga che i posti letto generali scendano (da 420 circa a 330 circa, ndr), anche qui la notizia potrebbe ingannare: è solamente una ottimizzazione del “letto”, che costa molto quando è vuoto. Allora, abbiamo impostato il discorso su una specie di turnazione per cui il letto viene usato quotidianamente dal degente che però non appartiene più ad un solo “ambito”, ma può essere affidato a seconda delle esigenze denotate dalla struttura. Quindi: sì meno letti, ma più efficienza e per i pazienti il servizio è migliore senza dubbio».

Si accorciano quindi le degenze, ma solo nel caso dello “spreco”, la necessità è e resta garantita. Altro punto su cui i dirigenti Asl hanno insistito è la possibilità di servizi esterni: «Grazie alla interdipendenza di diverse strutture il servizio assistenziale ai cittadini cresce – sempre Serpieri – e in più anche dove non ci siano le strutture complesse presenti sarà possibile avere il servizio, tramite collaborazioni con altre aziende ospedaliere. Un esempio? A Borgosesia non c’è il “reparto” di oculistica: vero, ma ogni paziente che abbia bisogno di un trattamento oculistico potrà essere visitato e curato comunque a Borgosesia, perché ci saranno sempre medici e servizi di competenza presenti, grazie alle interazioni con altri ospedali. Questo fa comprendere che anche dove mancasse la struttura complessa, il servizio rimane garantito ugualmente ed anzi accresciuto».

La nota dolente delle cifre da risparmiare arriva verso la fine: «Per quest’anno  - ha concluso Chiara Serpieri, accompagnata dai dottori Giuseppe De Filippis ed Adriano Picco – dobbiamo tagliare il minimo consentito: 1,5 milioni di euro. Ma nei prossimi due anni dovremo risparmiare qualcosa che si aggira attorno ai 12/13 milioni di euro: cifre non esatte ma sappiamo che il parametro di riequilibrio di spesa potrebbe attestarsi sul 40% di 30milioni di euro. Inoltre, al momento abbiamo ereditato 8 milioni di disequilibrio, che la Regione provvederà ad integrarci. Ma nel futuro sarà sempre più difficile».

paolo pulcina