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Cronaca | 25 febbraio 2020, 18:48

Chiesti 2 anni e 10 mesi per l'ex volontario: è accusato di aver preso i soldi della protezione civile

Verso la sentenza il processo contro un vercellese

Chiesti 2 anni e 10 mesi per l'ex volontario: è accusato di aver preso i soldi della protezione civile

Due anni e 10 mesi di carcere. E' la condanna che il pubblico ministero ha chiesto nei confronti di un ex volontario del gruppo comunale di Protezione civile, finito a processo con l'accusa di peculato.

L'uomo avrebbe consentito il trasferimento di poco più di 3000 euro da un conto corrente di cui era intestatario insieme ad altri tre volontari del gruppo - un conto alimentato dalle offerte dei volontari stessi e utilizzato per spese correnti - a un conto suo personale, aperto nella medesima banca.

Fatti avvenuti quando l'uomo, ormai da tempo, non faceva più parte del gruppo di volontariato: ad accorgersi dell'ammanco era stata la segretaria che, dopo aver visto un estratto conto anomalo, era andata a chiedere chiarimenti alla direzione dell'istituto di credito. La donna aveva così scoperto che il denaro era stato spostato e, dopo alcuni tentativi di avere un chiarimento con l'ex collega, era andata a sporgere denuncia.

Nel corso del dibattimento è emerso come la procedura collegata all'operazione fosse in qualche misura automatica: il conto privato del vercellese presentava infatti uno scoperto e le clausole del contratto prevedevano una compensazione automatica (qualora nello stesso istituto vi fosse un altro conto corrente, in attivo, intestato alla stessa persona). 

E se da un lato, dunque, l'uomo non ha di fatto mai autorizzato il trasferimento di denaro, dall'altro è pur vero che la banca lo aveva avvisato dell'operazione attraverso due raccomandate. Così come è vero che il vercellese non si è mai attivato per restituire il denaro dei volontari.

Così, al termine del dibattimento, il pubblico ministero Davide Pretti ha chiesto una sentenza di condanna, mentre la legale dell'uomo, Maria Grazia Strambi Ferrini ha chiesto un'assoluzione (perché non ci sarebbero prove certe del fatto che l'uomo abbia volontariamente autorizzato il trasferimento di denaro) o, in subordine, la riqualificazione del reato in appropriazione indebita e una sentenza di assoluzione per la tenuità del fatto. La sentenza della giudice Enrica Bertolotto è attesa nei prossimi giorni.

fr

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