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Gattinara-Valsesia | 19 febbraio 2020, 15:11

Serravalle ricorda i miracoli di Sant'Euseo sostituendo i quadri rubati nel 1990

Domenica la messa con le maschere e martedì la celebrazione per il ritrovamento del corpo del Santo

Serravalle ricorda i miracoli di Sant'Euseo sostituendo i quadri rubati nel 1990

Sarà un'occasione speciale l'annuale "Santa Messa del Voto" che viene celebrata domenica al santuario di Sant'Euseo. Nel corso della messa delle 11 alla quale prendono parte anche le maschere del Carnevale, il parroco don Ambrogio presenterà ai fedeli i tre nuovi quadri illustranti la vita, la morte e la diffusione del culto del "Santo Ciabattino", che portarono all’edificazione della prima chiesa, e che sostituiscono quelli rubati nel novembre del 1990.

Martedì 25 febbraio, sempre al Santuario, alle 16, verrà officiata la messa in ricordo del ritrovamento del corpo di Sant’Euseo: la celebrazione sarà presieduta da Monsignor Tonino Guasco, Vicario Episcopale. Concluderà la funzione la preghiera a Sant’Euseo e il bacio della Reliquia.

Le due celebrazioni ricordano altrettanti fatti importanti della storia della comunità valsesiana, tra cui la prodigiosa rivelazione della morte dell'eremita: alcune maschere che il martedì grasso da Bornate s'avviavano verso Serravalle per festeggiare il Carnevale, giunte nei pressi dell'antica chiesa di San Martino, videro spuntare sulla rupe abitata dall'eremita tre altissimi gigli bianchi. Stupiti si avvicinarono e rinvennero il corpo di Euseo, morto mentre pregava. Solenni funerali accompagnarono Euseo a quella che avrebbe dovuto essere la sua ultima dimora, la chiesa di San Martino, l’antica parrocchiale di Serravalle, ma per ben tre volte il corpo fu ritrovato nella grotta che aveva abitato in vita. Fu così che su quel luogo venne edificata una prima rudimentale cappelletta.

Nel 1688, secondo quanto riferisce don Florindo Piolo in: “La vita di Sant’Euseo” vennero dipinti i quattro grandi quadri illustranti episodi collegati alla vita e alla devozione al Santo, posti ai lati dell’altar maggiore. E’ rimasto solo quello che mostra il trasporto del corpo del Santo dal suo misero abituro alla chiesa di San Martino per la sepoltura. Il corpo di Euseo, adagiato su una barella è portato a spalle da sacerdoti in dalmatica, preceduti da una processione di clero e di popolo. I quadri moderni, che raffigurano il Santo al lavoro, il Santo trovato morto dalle maschere, e il suo culto sono stati dipinti e donati dall’artista serravallese Athos Fecchio, che ha già realizzato molte opere per il Santuario e dipinto alcune tavolette devolvendo il ricavato dalla vendita per la realizzazione dei lavori a Sant’Euseo.

Legato al culto del santo c'è anche un altro importante episodio, nella storia recente di Serravalle: il 6 febbraio 1944 i partigiani avevano sequestrato Hans Poppovic e due suoi collaboratori, che venivano alla Cartiera di Serravalle per stabilire se essa dovesse essere dichiarata “protetta” dal Reich. Si tentò uno scambio con i tedeschi proponendo il rilascio dei prigionieri, in cambio della libertà di alcuni partigiani. Serravalle fu posta in stato di assedio da militi tedeschi arrivati da Vercelli. I tedeschi minacciarono di incendiare il paese per rappresaglia. Nel santuario di Sant’Euseo, strapieno di fedeli, si svolse una funzione religiosa per implorare protezione. Le case cominciarono a svuotarsi, iniziò l’esodo desolante, disperato. Il comandante Zuccari, convinto che Serravalle fosse un covo di ribelli, pareva irremovibile: “Serravalle brucerà”. Per fortuna si raggiunse l’accordo tra tedeschi e partigiani: a Varallo avvenne lo scambio dei prigionieri. Un comunicato del Commissario Prefettizio, Felice Mazzone, informò la cittadinanza che “nessuna rappresaglia sarà effettuata ai danni della popolazione di Serravalle Sesia”. Il pellegrinaggio a Sant’Euseo che aveva salvato il paese si protrasse per alcuni giorni.

Piera Mazzone

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