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Cronaca | 13 febbraio 2020, 19:50

"Al centro massaggi gli affari vanno male? Colpa delle "ragazze"

Nuova udienza del processo sul giro di prostituzione cinese tra Vercelli e Roasio

"Al centro massaggi gli affari vanno male? Colpa delle "ragazze"

Dopo i clienti (che nella prima udienza avevano fugato ogni ipotetico dubbio sulla tipologia di prestazioni fornite), tocca alle forze dell'ordine ricostruire alcuni passaggi dell'indagine sul centro massaggi cinesi di Roasio e sui due di Vercelli. 

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Le tre strutture vennero chiuse nel 2016 dopo che le forze dell'ordine avevano portato alla luce il giro di prostituzione che gravitava intorno alle attività: per quella vicenda, oggi, tre persone sono a processo, accusate di favoreggiamento della prostituzione e di reati fiscali collegati al mancato pagamento delle tasse. Due di loro sono cinesi, il terzo è un sudamericano residente tra vercellese e biellese. A vario titolo erano i titolari dell'attività o gli intestatari dei contratti relativi agli immobili trasformati in case d'appuntamento.

L'inchiesta, condotta dai carabinieri, era partita dal centro massaggi di Roasio, che aveva attirato l'attenzione delle forze dell'ordine per una serie di inserzioni pubblicitarie equivoche diffuse in rete e sui giornali locali. Dopo aver visto lo strano giro di clienti che gravitava intorno alla struttura e dopo essere risaliti ai titolari di attività e immobile le forze dell'ordine avevano messo sotto controllo i telefoni. Ricavando indizi molto espliciti in relazione all'attività svolta.

Un'attività che, tra l'altro, a Roasio non andava neanche troppo bene. Se ne lamentava al telefono uno degli imputati, parlando con il cinese che, secondo l'accusa, gestiva la struttura. E, naturalmente, la colpa dei pochi introiti veniva data alle ragazze. “Non ci sono soldi perché manca la donna (ma il termine usato è molto più esplicito, ndr)” aveva detto uno dei due a giustificazione dei mancati incassi. “Le donne? Quelle che ho visto io erano brutte e grasse”, era stato il commento dell'interlocutore a fronte di un giro d'affari giudicato poco soddisfacente. A leggere le conversazioni, in aula, è stato uno dei carabinieri che avevano condotto l'indagine, chiamato a riferire sui ruoli ricoperti dagli imputati. Il cinese, secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, era una presenza stabile nel centro massaggi di Roasio: apriva la porta se qualche cliente rimaneva fuori e faceva anche da interprete per richieste che le connazionali non comprendevano.

Nella prossima udienza saranno due degli imputati, che hanno annunciato l'intenzione di sottoporsi a esame da parte del pubblico ministero, a dare la propria versione dei fatti. Si torna in aula a marzo.

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