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Politica | 25 gennaio 2020, 18:38

Forti perplessità sull'impianto dei pallet

"Troppi tumori a Vercelli, occorre quindi cautela e magari una Vis" propongono Catricalà e Campominosi

Bancali di pallet

Bancali di pallet

“Il verbale della Conferenza dei Servizi sull’impianto di produzione del Pallet genera dubbi e perplessità” scrivono Michelangelo Catricalà e Paolo Campominosi.

Quelle che seguono sono altre riflessioni dei due consiglieri comunali di opposizione.

Sulle emissioni in atmosfera dei tre degli otto camini che verranno utilizzati: risulta infatti significativa l’emissione di sostanze organiche volatili  (COV) di cui non si conosce la composizione qualitativa.

A tal proposito, dichiara l’Arpa, «non può ritenersi esaustivo lo studio modellistico per gli impatti sulla matrice aria degli inquinanti considerati (polveri, NOX, CO e formaldeide), non includendo l’apporto del traffico indotto e la dispersione delle sostanze COV».

Un plauso va senza dubbio al lavoro certosino svolto dai tecnici Arpa.

I Comuni limitrofi hanno già manifestato la propria preoccupazione in relazione alla salvaguardia della salute pubblica dei territori di propria competenza, condizione che risulta essere già fortemente compromessa da tempo (stiamo parlando in particolare della zona Sud di Vercelli) come dimostrato dai dati epidemiologici di Arpa e OSAV.

La Vis (Valutazione dell’impatto sanitario) potrebbe quindi rivestire un’importanza particolare per un territorio come il nostro che rivela dati sconcertanti riguardo alla dimensione sia ambientale, sia sanitaria.

Vorremmo rimarcare come l’ASL si sia limitata a dire – non si evincono nel verbale dettagli tecnici in proposito - che la Vis possa non essere applicata al caso in esame, tuttavia non afferma affatto che essa debba ritenersi esclusa, come ha invece ribadito a più riprese in Consiglio l’Amministrazione attuale.

Poiché, quando si è tenuto il Consiglio Comunale non era ancora a disposizione il verbale ora allegato, l’Assessore Luigi Michelini si è personalmente assunto la responsabilità di

La Vis non ha utilità?

Siamo ai vertici della classifica italiana per le morti dovute al cancro, senza considerare tutti gli altri dati, che ci pongono in alto sulla classifica negativa anche in relazione ad altre questioni di carattere sanitario.

Alla luce di tutto questo discorso ci domandiamo e domandiamo a voi (e soprattutto all’ASL):

Perché non mandare la pratica anche a valutazione di impatto sanitario?

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