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Scuola | 23 gennaio 2020, 10:35

Notte del Liceo Classico: un successo!

Una serata importante per studenti, genitori, insegnanti e ospiti

Notte del Liceo Classico: un successo!

La VI edizione della Notte Nazionale del Liceo Classico ha avuto inizio poco dopo le 18 tra la trepidazione dei ragazzi e la curiosità del pubblico. Dopo la lettura del messaggio di saluto di Rocco Schembra, ideatore dell’evento e dopo l’intervento del dirigente scolastico, Giuseppe Graziano, si inizia con la proiezione del video nazionale di apertura e l’ascolto del brano musicale inedito che costituisce l’inno della Notte Nazionale, “L’ombra delle nuvole” di Francesco Rainero.

E’ un momento in cui ci sentiamo idealmente uniti a tutti i licei classici (quest’ano sono 436!) che, come noi, stanno dando vita a quest’evento. E poi, forza ragazzi, tocca a noi… vanno in scena le METAMORFOSI! Il primo brano musicale, nato un po’ per gioco, ha visto i ragazzi della III BC trasformarsi in poeti e parolieri per raccontare in musica la trasformazione di Dafne in alloro, di Aracne in ragno, di Licaone in lupo e di Icaro, che troppo ha osato con le sue ali di piume e cera. Si entra così nel poema di Ovidio che, con letture a più voci, animate dai ragazzi della III A, costituirà il filo conduttore di tutti gli interventi della serata. Dall’età dell’oro, l’uomo viene catapultato nel mondo reale dove vigono contrasti e oppressioni e gli alunni delle II B ci presentano in forma di scenette storicamente ineccepibili ma molto divertenti, dal Medioevo alla Rivoluzione Francese, la trasformazione del suddito in cittadino, che aprirà le porte al futuro. Il volo di Dedalo fuori dal labirinto ci introduce, infatti, nella città del futuro, attraverso un video strepitoso, realizzato dagli alunni della III BC, dove un’inedita Alice, entrando nel classico cunicolo, si ritroverà in un nuovo paese delle meraviglie (a new wonderland – il lavoro è tutto in inglese) a dialogare con un robot dall’aspetto umano alla scoperta delle innovazioni tecnologiche che possono migliorare la qualità della vita.
Nella seconda parte, la trasformazione del mitico Cadmo in serpente ci porta in un altro luogo pieno di uomini trasformati in serpi per punizione, le Malebolge dell’Inferno dantesco e i ragazzi della I BC ci accompagnano con Dante e Virgilio attraverso la bolgia dei ladri, e seguendo le inquietanti presenze infernali, assistiamo alla trasformazione di Hellequin, che nelle leggende medievali è un demone a capo di una masnada di spiriti e folletti e in Dante è il diavolo Alichino, in Arlecchino, lo scoppiettante personaggio della Commedia dell’Arte. Straordinari i ragazzi della II B, che hanno preparato la scenografia, le immagini, le musiche e hanno interpretato questa trasformazione con salti e capriole e rap finale. I personaggi dei miti ovidiani hanno spesso assunto valore di antonomasia per indicare comportamenti comuni. Così è avvenuto per la figura di Pigmalione che, nel linguaggio quotidiano, indica chi sa scoprire e valorizzare le doti di una persona ponendosi come guida, come hanno ben spiegato i ragazzi della II AC che ispirandosi al film, My Fair Lady, tratto da Pygmalion, di G.B.Shaw, hanno intrecciato immagini del film e brani della commedia di Shaw, recitati magistralmente in inglese, con balletto finale. Il cambiamento di Aracne in ragno ha aperto la strada alla trasformazione di Gregor Samsa in insetto, nella Metamorfosi di Kafka: lavoro estremamente toccante realizzato dagli alunni della III BC, che, grazie alla musica, alla lettura e alle immagini, ha reso con impressionante efficacia l’annientamento della persona umana nei lager nazisti. La trasformazione può anche essere interiore e i ragazzi della II AC hanno rappresentato, attraverso letture animate, accompagnate da splendidi disegni, le biografie di tre figure che hanno vissuto profondamente in loro stessi un radicale cambiamento: Maria Maddalena, Sant’Agostino ed Edith Stein. L’ultima trasformazione è quella della materia, affrontata nelle discipline scientifiche con i ragazzi della I AC, I BC e III A, che ci parlano di energia e di forze in movimento.

La serata si conclude con un momento ancora condiviso a livello nazionale, un saluto alla notte, per cui noi abbiamo scelto la suggestiva lettura dell’inno omerico a Selene.

Tutto ciò che è stato trattato è “oggetto di studio”, “fa parte del programma” ma è stato trasformato, rielaborato, filtrato attraverso la creatività, la fantasia, le innumerevoli competenze di cui i ragazzi hanno dato prova e, sicuramente, non andrà perduto. Lo prova la partecipazione degli studenti: tutte le classi del Triennio hanno aderito con entusiasmo e alcuni alunni del Biennio si sono già inseriti nel Gruppo Musicale del Liceo Lagrangia, che ha animato la serata con musiche e canzoni.
Lo prova la presenza degli ex alunni, che in numero considerevole sono rimasti fino alla fine, forse rivivendo emozioni sperimentate non tanto tempo fa.
Lo prova, infine, il coinvolgimento dei Docenti che hanno guidato e coordinato le varie attività, mossi solo dalla passione per il proprio lavoro e dall’amore per i propri studenti. Grazie a tutti! E, per i fedelissimi… abbiamo già qualche idea per la VII Edizione!

Alessandra Pessano

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