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Cronaca | 20 dicembre 2019, 14:18

Ottomila euro per un pacchetto di voti: le accuse contro Roberto Rosso - VIDEO

I particolari dell'inchiesta che ha portato all'arresto del politico vercellese, già parlamentare e sottosegretario, e ora assessore regionale

Il procuratore Saluzzo nel corso della conferenza stampa svolta a Torino

Il procuratore Saluzzo nel corso della conferenza stampa svolta a Torino

Quindicimila euro per un "pacchetto" di voti in vista delle elezioni regionali del maggio 2019. Sono i termini dell'accordo raggiunto tra Roberto Rosso e alcuni esponenti della 'ndrangheta di Carmagnola. Stamattina l'assessore regionale di Fratelli d'Italia è stato arrestato con l'accusa di scambio elettorale politico-mafioso.

In realtà Rosso versò (in due tranche) "soltanto" 8 dei 15mila pattuiti, incontrando sia gli intermediari che direttamente Onofrio Garcea e Francesco Viterbo, figure di spicco della 'ndrangheta di Carmagnola. E pensare che circa sette anni prima, nel maggio 2012, Rosso, che all'epoca era parlamentare del Pdl, aveva firmato un'interpellanza urgente (2/01491 presentata dal deputato Pd Vinicio Peluffo) con la quale chiedeva di approfondire i rapporti tra l'allora prefetto di Lodi, Pasquale Antonio Gioffré, e alcuni 'ndranghetisti coinvolti in inchieste antimafia, fra cui proprio Onofrio Garcea.

L'operazione "Fenice" delle Fiamme gialle ha portato all'arresto di 8 persone e al sequestro di 200 milioni di euro (in Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Sicilia e Sardegna) con reati fiscali accertati per 16 milioni di euro. Le accuse, a vario titolo, sono associazione per delinquere di stampo mafioso e scambio elettorale politico-mafioso.

In particolare è emerso che Onofrio Garcea e Francesco Viterbo, esponenti della 'ndrangheta di Carmagnola attiva nell'area meridionale di Torino, dopo l'operazione "Carminius" del marzo 2019, stavano riorganizzando il sodalizio criminale, stringendo rapporti soprattutto con Mario Burló, noto imprenditore torinese che sponsorizza diverse squadre sportive, accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Con il sostegno della cosca, Burló avrebbe messo in piedi uno strutturato sistema di evasione fiscale, creando più società (riconducibili ad altre persone) attraverso le quali compiere compensazioni Iva tali da ottenere profitti consistenti. In totale 16 milioni di euro, denaro utilizzato per acquistare immobili, fra cui la villa appartenuta all'ex calciatore della Juventus Arturo Vidal, ora al Barcellona. In questi ultimi giorni, infine, gli 'ndranghetisti avevano in corso un'attività finalizzata all'importazione dall'estero di un grosso quantitativo di droga e operazioni di indebite compensazioni di crediti Iva per diversi milioni di euro.

"Per accaparrarsi dei voti - ha spiegato il procuratore generale Francesco Saluzzo - Rosso è sceso a patto con i mafiosi, attraverso degli intermediari. Un accordo che ha avuto successo". L'esponente di Fratelli d'Italia, con circa 5mila voti, è stato in effetti eletto e poi nominato assessore dal presidente Alberto Cirio.

dal nostro corrispondente a Torino

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