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Sport | 19 dicembre 2019, 09:50

Intervista al "Pistolero"

Cos'è l'hockey per te? Monteforte: "Tutto"

L'intervista di Infovercelli24 a Enea Monteforte (foto Chiara Jett Tugnolo)

L'intervista di Infovercelli24 a Enea Monteforte (foto Chiara Jett Tugnolo)

Engas Hockey Vercelli è approdata in finale nazionale di Coppa Italia di serie B : un risultato prestigioso, figlio di una squadra completa e ben guidata da mister De Rinaldis, che ha vinto ogni partita disputata fin qui.

Info Vercelli 24 ha incontrato Enea Monteforte, il bomber della compagine vercellese, capocannoniere dell’intera manifestazione con ben 44 reti. Il suo palmares parla da solo: 6 scudetti, 7 Coppa Italia, 6 Coppe di Lega, 2 Campionati di A2, vicecampione d’Europa con la nazionale italiana, una coppa di Lega di A2, una Coppa Italia di A2, primo con il Novara nel ranking mondiale per club nella stagione ’99-2000.

 

Che cos’è l’hockey per te?

Tutto.

 

Non dice altro, poi ribadisce:

Tutto.

 

Cosa ti ha spinto ad accettare il progetto di Hockey Vercelli?

Innanzitutto le persone che hanno creato e gestito questa società: Torazzo, Costanzo e Sabatino; appena mi hanno chiamato, ho dato loro la mia disponibilità; è stato molto importante anche il consiglio della mia compagna che mi ha spronato a prendere questa decisione.

 

Ti stupisce la qualità delle vostre gare?

No, perché stiamo lavorando tanto e bene; siamo un gruppo molto devoto al sacrificio, quindi i risultati arrivano. Voglio però sottolineare quanto sia difficile ottenerne del genere in soli 5 mesi.

 

State giocando per una società nuova, poterne scrivere la storia da zero ti dà emozioni speciali?

Assolutamente sì: che un progetto appena nato dia fiducia ad un giocatore di 45 anni è sia motivo d’orgoglio, che un incentivo. Nutre la voglia di ricominciare ad allenarsi e dimostrare che si possono fare ancora sacrifici a quest’età e anche dare tanto, in primis alle persone che mi hanno dato fiducia.

 

Con alcuni dei tuoi compagni avevi già giocato in precedenza, questo ha aiutato il tuo gioco? C’è qualcuno che hai ritrovato con più gioia?

Praticamente tutti: io, Motaran e Romero (attaccante che arriverà a gennaio nella rosa, ndr) eravamo insieme nel Lodi nel 2008-2009, quindi noi tre siamo abbastanza rodati. Con Marco (Motaran) abbiamo ritrovato il feeling di quel tempo. Con Romero non ci saranno problemi, ha altre caratteristiche rispetto alle mie, ma posso assicurare che ci si divertirà.

 

Potrete giocare insieme tu e Romero?”

Assolutamente sì.

 

Cosa provi quando fai gol? E’ sempre la stessa sensazione o è cambiata nel corso degli anni?

La gioia aumenta sempre. Io esulto perché mi piace vedere la gente farlo; l’attaccante è lì per far gol, è il suo dovere, ma vedere le persone gioire, specie i bambini, è il mio premio; al di là di del risultato in pista, la mia ricompensa è ancora riuscire a dare emozioni.

 

Mi descrivi com’è essere un goleador? Un goleador deve essere per forza egoista?

L’attaccante vive per il gol, è normale, ma senza una squadra così attorno,  io non avrei mai raggiunto questi numeri pesanti; e infatti ringrazierò sempre i miei compagni.

 

Sei mancino. Un vantaggio?

Sono mancino giocando, ma nella vita sono destro; ci sono pochi mancini, è vero, una volta la cosa spiazzava di più i difensori, ora si sono abituati.

 

Sei soprannominato “Il pistolero” ed esulti come se il bastone fosse un fucile: è venuto prima il soprannome o l’esultanza?

Prima il soprannome, è nato con il mio arrivo qui all’Engas a settembre.

 

Tu sei novarese, si sa che c’è del dualismo con Vercelli….

Mi inorgoglisce vedere che il pubblico vercellese, nonostante io sia di Novara, si alza in piedi ad applaudirmi, poi credo che una persona che svolge il proprio lavoro in maniera professionale, non abbia problemi ad indossare alcuna maglia.

 

Dove pensi che possa arrivare Engas Hockey Vercelli?

Se continuiamo a lavorare così, molto più avanti, ma bisogna perseverare con il lavoro senza sosta, perché… non si è ancora fatto niente: abbiamo raggiunto la finale, ma adesso bisogna giocarla. Questo vale anche per il campionato: le squadre saranno di più, l’annata lunga, difficoltosa e sappiamo che con la squadra che la società ha messo in piedi, li avremo tutti contro. si è già visto sabato scorso. Dobbiamo stringere i denti, proseguire il nostro cammino senza badare a chi avremo davanti o dietro, semplicemente guardare il nostro.

 

Vuoi dire ai vercellesi perché dovrebbero venire a vedervi al Palapregnolato?

Prima di tutto perché Vercelli è una piazza di grande tradizione hockeistica e soprattutto perché questa società sta facendo grossi sacrifici per riportare l’hockey dove merita di stare a Vercelli, ossia al primo posto, essendo quello che ha regalato più soddisfazioni alla città.

Elisa Rubertelli

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