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Spettacoli | 18 dicembre 2019, 07:41

"La notte più lunga", in basilica si celebra Santa Lucia

Concerto per l'Unione ciechi con la Scuola Cantori Alessandro Novali e dell’ensemble vocale A.N.I.M.A., l’associazione Fiorile e Messidoro

"La notte più lunga", in basilica si celebra Santa Lucia

Si intitola "La notte più lunga" il concerto che viene proposto domenica alle 21 nella basilica di Sant’Andrea: uno spettacolo di musiche, letture e coreografie dedicato alla simbologia della luce e alla celebrazione della tradizione di Santa Lucia, che - sotto la direzione di Carlo Senatore - vedrà alternarsi le voci degli artisti del coro della Scuola Cantori Alessandro Novali e dell’ensemble vocale A.N.I.M.A., l’associazione Fiorile e Messidoro - con le letture interpretate da Titti Daffara e la regia luci di Luigi Gabriele Smiraglia - le coreografie di Patrizia Virtuoso e Massimo Ribera e la collaborazione di Gabriella Greco.

Patrocinato dall’Amministrazione Comunale di Vercelli, l’evento rievoca una tradizione che appartiene all’identità culturale e cultuale non solo italiana: quella della giovane martire siracusana che, nella “notte più lunga dell’anno” attraversa le vie della città in groppa a un asinello, dispensando doni a tutti i bambini. Un progetto compreso nella seconda edizione del festival

«Se in Valsesia - spiega il presidente della Scuola Cantori Alessandro Novali, Gianmichele Ferraris - il concerto intendeva sviluppare il senso di comunità, invitando la cittadinanza a portare un dono da scambiare in modo casuale e anonimo, qui a Vercelli si lega alla valorizzazione della nuova Biblio-audioteca accessibile di Via Galileo Ferraris 95, inaugurata in concomitanza con la festa di Santa Lucia, lo scorso 14 dicembre». «Un progetto portato avanti in stretta collaborazione con il direttivo vercellese dell’Unione Ciechi e Ipovedenti - dichiara il dirigente dell’assessorato Istruzione e Cultura di Vercelli, Renato Bianco - che prevede uno spazio civico attrezzato per consentire la lettura a persone che hanno problemi di vista».

«La struttura non nasce solo per i ciechi, ma vuole abbracciare un’utenza più ampia - spiega Diego Borsetti, presidente dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Vercelli - e ha l’obiettivo di diventare un punto d’incontro tra la nostra realtà e il resto della cittadinanza, anche per scardinare l’idea popolare dei cosiddetti “microcosmi”, far capire che il nostro modo di essere e di vivere è perfettamente uguale a quello delle altre persone».

Legata a un dono elargito dal re d’Inghilterra al cardinale vercellese Guala Bicchieri (XII secolo), offerto alla Città e ai canonici perché fosse un “faro di cultura cristiana”, l’Abbazia di S.Andrea divenne una scuola di dotti teologi e filosofi nota in tutto il mondo. «Non poteva esserci sede migliore - spiega Carlo Senatore, cui si deve la direzione artistica e musicale del progetto - per avviare a conclusione Cantocanto, nel segno della tradizione dei “doni” - che accomuna da sempre ogni generazione di giovani - e della promozione dei diritti umani fondamentali per tutti, come il diritto all’istruzione e il diritto all’incontro e allo scambio culturale così ben identificati dal nuovo spazio della Biblio-audioteca promosso dalla Città di Vercelli e dalla Uici» 

redaz

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