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Spettacoli | 09 dicembre 2019, 09:48

C'è "Il berretto a sonagli"

TeatroLieve: Valter Malosti si cimenta con testo di Pirandello

C'è "Il berretto a sonagli"

Quarto appuntamento per la stagione del Teatro Viotti di Fontanetto Po. Sabato 14 dicembre Valter Malosti, una delle figure più eminenti del teatro contemporaneo dirige e interpreta “Il berretto a sonagli” di Luigi Pirandello, cavallo di battaglia nel secolo scorso di Angelo Musco e poi di Eduardo De Filippo, Paolo Stoppa, Turi Ferro e di numerosi straordinari attori che hanno fatto le fortune del teatro italiano del secolo scorso.

Con "Il berretto a sonagli" Malosti ha affrontato per la prima volta Pirandello, confrontandosi con uno dei testi più popolari del grande drammaturgo siciliano, cercando di strapparlo allo stereotipo e tentando di restituire la forza eversiva originaria di quei “corpi in rivolta” posti al centro della scena che è anche labirinto: una feroce macchina/trappola. Un testo vivissimo grazie alla violenza beffarda della lingua, una sorta di musica espressionista e tragicomica, Come è ormai noto l'opera nasce come testo dialettale (‘A birritta ccu ‘i ciancianeddi) per Angelo Musco, attore comico di grande successo. Il testo in dialetto recitato da Musco non fu mai pubblicato da Pirandello. La prima redazione, ritrovata nel 1965 e pubblicata solo nel 1988, può oggi diventare un mare linguistico in cui re-immergere il testo italiano, oltre che prezioso corto-circuito dal punto di vista dei contenuti. Una versione più schietta, dura, non ‘ripulita’ del testo pirandelliano, affidata sia al dialetto della prima stesura sia ad un italiano derivato da questa, che assume in sé elementi dialettali, per permettere di affidare agli attori una partitura più ritmica e musicale, tentando di recuperare anche una dimensione più autentica. Questa prima versione, infatti, ha offerto materia a Malosti per un lavoro di riscoperta e rilettura non solo linguistica ma di ridefinizione di caratteri e ruoli affioranti dal recupero dei tagli capocomicali di Musco, mai ripristinati dall’autore nell’edizione italiana, anzitutto la perdita di una possibile co-protagonista della commedia, accanto a Ciampa (interpretato dallo stesso Malosti), in Beatrice Fiorìca, la moglie tradita. Si tratta di un testo più duro, politicamente scorretto, a tratti ferocemente antimaschilista nelle battute, sia di Beatrice sia dell’equivoca Saracena e che presenta varianti significative che riguardano tutti i ruoli. Lo spettacolo si inserisce nel solco delle rivisitazioni “d’autore” di Malosti, come era accaduto con il felice lavoro tratto da “La scuola delle mogli” di Molière, per tre anni in tournée nei teatri italiani.
Afferma il regista “Colgo nella pièce un carattere visionario come in Molière, e un andamento da farsa nera. Ciampa è per me un buffone tragico, come l’Arnolphe de La scuola delle mogli”.

Un gruppo di bravissimi attori, molto affiatati, affianca Valter Malosti: Roberta Caronia (Beatrice Fiorìca), Paola Pace (Donna Assunta La Bella, La Saracena), Vito Di Bella (Fifì La Bella), Paolo Giangrasso (Alfio Spanò) Maria Lombardo (Fana)
Roberta Crivelli (Sarina Ciampa). Luci di Francesco Dell’Elba, scene Carmelo Giammello, costumi Alessio Rosati.

Per informazioni e prenotazioni 377 2674936 • 338 5025373 • info@teatrolieve.it .

redaz

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