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Politica | 02 dicembre 2019, 07:16

"La memoria è patrimonio di tutti, il rispetto è dovere di ciascuno"

Lettera aperta all'assessore Pozzolo dai consiglieri Scheda, Campominosi e Conte

"La memoria è patrimonio di tutti, il rispetto è dovere di ciascuno"

Lettera aperta all’Assessore del Comune di Vercelli, Emanuele Pozzolo

Egregio Assessore, nominato e non eletto,
nel suo comunicato, inoltrato alla stampa locale nella giornata di giovedì 29 novembre, ravvisiamo una impropria commistione di questioni assai eterogenee.
Ci permettiamo di osservare in primo luogo che la maggioranza, nell’ambito di ogni istituzione politica, deve, per definizione, essere in grado di assicurare il numero legale necessario per le votazioni.
Nel caso di specie, Membri della maggioranza avevano già lasciato, per ragioni personali, i lavori consiliari, salvo poi essere frettolosamente richiamati all’ordine per garantire il numero legale in tarda serata.
La minoranza è dunque libera ed autonoma nella possibilità di decidere se lasciare i lavori consiliari e, ciò, non per vezzo, ma per una scelta politica (consapevole) di dissenso rispetto alla linea programmatica che la maggioranza intende imprimere in relazione alle tematiche trattate (non certo con riguardo alla proposta di delibera Segre).
L’uscita dall’aula della minoranza si è verificata anche in seno alle precedenti Amministrazioni, pure con riguardo alle forze politiche che compongono l’attuale maggioranza.
Il fatto che ora si stia cercando di adombrare, in relazione alla libera scelta di esponenti di forze della minoranza (in un ambito istituzionale del tutto legittimo) di lasciare i lavori consiliari (a fronte della mancanza del numero legale per deliberare in capo alla maggioranza, e non certo con riguardo alla vicenda in esame), una “lacuna” della minoranza rispetto ad una proposta di delibera che la stessa aveva formulato e proposto, in particolare nella persona del Consigliere Michelangelo Catricalà, pare davvero fuori luogo.
E ciò ancor più a fronte del fatto che la proposta di delibera in questione riguarda la concessione della Cittadinanza Onoraria a una donna che, più di tutti, incarna l’essenza della contrapposizione rispetto agli autoritarismi e alla violente imposizioni che i regimi hanno sempre recato con sé.
Additare di “insensibilità” i Gruppi che hanno promosso la richiesta di attribuzione della Cittadinanza Onoraria alla Senatrice Segre, e senza l’apporto dei quali una simile proposta di delibera non sarebbe stata neppure discussa, denota scarsa conoscenza delle dinamiche politico-istituzionali, da un lato, nonché assenza di memoria storica con riguardo anche al proprio territorio, dall’altro.
E’ doveroso pertanto informarLa che la Città di Vercelli ha sempre vissuto un rapporto di dialogo e di integrazione con la numerosa Comunità Ebraica radicata sul territorio, i cui esponenti hanno pure rivestito ruoli di primaria importanza nell’Amministrazione Comunale, nonché in ambito professionale ed imprenditoriale, interpretando tali loro ruoli in termini sempre propositivi e costruttivi per il tessuto cittadino.
E’ apprezzabile il fatto che, su proposta del Sindaco Andrea Corsaro, con un apposito emendamento sia stata recepita la proposta di delibera della minoranza inerente l’attribuzione della Cittadinanza Onoraria a Liliana Segre: ma arrivare a svilire l’attività degli esponenti di minoranza che hanno dato impulso alla stessa, costituisce condotta del tutto estranea ad un sereno dialogo istituzionale, le cui basi andrebbero ripassate e tenute bene a mente da chi rivesta cariche amministrative.

Paolo Campominosi, Roberto Scheda, Andrea Conte (Voltiamo Pagina)

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