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Politica | 02 dicembre 2019, 22:21

"Anziani e disabili segregati in casa: ma i soldi per riparare l'ascensore sono stati stanziati nel 2018"

Michelangelo Catricalà torna sulla situazione delle case Atc dei Cappuccini: "Una vergogna da cancellare subito"

"Anziani e disabili segregati in casa: ma i soldi per riparare l'ascensore sono stati stanziati nel 2018"

"Da nove mesi l'ascensore dello stabile Atc di via Ranghino, al rione Cappuccini, è rotto. Ci sono inquilini che fanno parecchia fatica a uscire perché hanno pesanti limitazioni nei movimenti: un condomino è caduto dalle scale pochi giorni fa. In via Castigliano la situazione, se possibile, è ancora peggiore. Un'anziana che vive in un alloggio al primo piano di uno dei casermoni popolari, da anni non può uscire di casa, se non con l'aiuto della Croce Rossa/Blu per andare in ospedale. Perché? Perché ha problemi fisici e potrebbe utilizzare solamente l’ascensore. Peccato che lo stesso non sia in funzione da più di un anno. Paradossale il cartello che è stato attaccato sulla porta di entrata dello stabile: “L’impianto è fuori servizio e verrà ripristinato entro il giorno… da definire”. Michelangelo Catricalà, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, torna su una delle battaglie che ha portato avanti con maggiore impegno, da cinque anni a questa parte. La battaglia per il diritto a una vita dignitosa per tutti i cittadini - compresi gli anziani che vivono nelle case popolari.

"I condomini mi hanno richiamato, affranti e disperati - spiega - e sono tornato da loro, nelle abitazioni popolari di Vvia Castigliano e via Ranghino. Purtroppo la loro situazione non è cambiata:  disabili “segregati” in casa da mesi a causa di ascensori che da più di un anno non funzionano. Ho fatto visita a queste persone dopo pochi mesi dall’ultima volta perché mi hanno richiamato: non ce la fanno più".

Catricalà, oltre all'incredibile cartello apposto sull'ascensore guasto, rileva un altro elemento assurdo nella storia: "Atc, proprietaria dello stabile - spiega - ha determinato il 13 novembre 2018, cioè più di un anno fa la somma di 8.129,39 euro proprio per rimettere in sesto la situazione in via Castigliano, senza però mai intervenire. La domanda sorge spontanea: perché? E quella somma è ancora disponibile oggi? Senza dimenticare che le persone impossibilitate a usare le scale quando devono recarsi in ospedale, ad esempio per visite, devono pagare di tasca loro il trasporto dall’abitazione al nosocomio cittadino".

Una situazione, quella vissuta dagli inquilini, che Catricalà definisce "vergognosa. Da cinque anni seguo queste vicende e ogni volta resto basito di fronte a quanto accade. Atc ha precise responsabilità: è impensabile che ci sia una somma a disposizione da oltre un anno per riparare l’ascensore e nulla sia stato fatto. Qualcuno dovrà spiegare il perché. Abbiamo portato questi casi in Regione più di un mese fa, grazie al consigliere Sacco, ma a oggi nulla è cambiato, nonostante l’assessore regionale avesse assicurato un interesse celere e diretto su questo tema".

redaz

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