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Scuola | 28 novembre 2019, 18:40

Vercellesi illustri... ma dimenticati: quante storie raccolte in una mostra

Una classe dell'Ipc Lanino in visita alla mostra curata da La Rete

La classe del Lanino in visita alla mostra

La classe del Lanino in visita alla mostra

A Vercelli è in corso un'interessante mostra allestita al Museo Leone, dal titolo  "Vercellesi famosi ma dimenticati", ideata da La Rete per ricordare il suo fondatore Marco Reis, recentemente scomparso.
Martedì mattina, 26 novembre, abbiamo visitato la mostra che ci è piaciuta molto e abbiamo avuto l'opportunità di conoscere dei grandi Vercellesi, celebri nel mondo, ma dimenticati a Vercelli e ora valorizzati e resi noti grazie alla Rete che li ha ricordati con la preziosa guida di Marco Reis.  
Abbiamo scoperto che Vercelli ha tante storie da raccontare di personaggi che non conoscevamo. Molti sono i nostri concittadini che si sono distinti in vari campi, Vercellesi del passato celebri nel mondo. Accompagnati dalle nostre professoresse Sabrina Campisi e Germana Panattaro, ci siamo immersi nel passato, in un’elegante sala del Museo cittadino.
Come non ricordare Eusebio Bava, di cui vi è una statua in piazza Cugnolio, il generale che sconfisse Radetzky o Louis Boulanger, il poeta-pittore? Con lui Alessandro Manzoni ebbe contatti per illustrare i "Promessi sposi". Giovanni Battista Calandra fu un grande vercellese che decorò San Pietro a Roma e ancora Eugenio Brunetta D'Usseaux, il collaboratore di De Coubertin: entrambi davvero illustri.
La mostra, ben curata, presenta racconti di storie di vite, fotografie, brochures, testi che sono una testimonianza di un passato importante fatto dai nostri concittadini che sono un onore e un lustro per la nostra città.
Luigi Galleani, l'anarchico più famoso d'America; Antonio Garbasso, lo scienziato amico di Enrico Fermi, appassionato di letteratura… Sono molti i Vercellesi poco noti in città, ma ora celebrati.
Ricordiamo ancora per non dimenticare: Vittorio Ghidella, il "papà della Uno" ai vertici della Fiat; Mario (don Eusebio) Grassetti, il prete che raccontò la Seconda Guerra mondiale; Antonio Labacco, disegnatore, intagliatore, quasi architetto; Giuseppe Momo, l'architetto di Papa Pio XI, Carlo Pellion di Persano, "agente segreto" di Cavour a Napoli per convincere la flotta borbonica ad aderire al Regno d'Italia; Carlo Salamano, il vercellese che vinse il Gran Premio di Monza; Marco Treves, l'architetto delle sinagoghe che lavorò al Louvre e che diede preziosi consigli per la sinagoga di Vercelli affidata a Giuseppe Locarni.
Nei pannelli a loro dedicati abbiamo letto nei dettagli le loro storie, ciò che hanno fatto, vissuto. Abbiamo compreso che se una persona viene dimenticata, ci sarà comunque sempre qualcuno, qualcosa, una traccia a farla ricordare ed è per questo che esiste la Storia. Ogni persona ha una storia da raccontare e da scoprire.
Son questi i personaggi che abbiamo conosciuto e ammirato, rivivendo il loro passato, e che ci hanno permesso di conoscere meglio il nostro territorio, la nostra Storia fatta di eroi, di persone che vanno  conosciute e fatte conoscere.
Grazie a tutti coloro che hanno organizzato la mostra, alla scuola che ci ha coinvolto in questa esperienza.

Preciouse Aikhuomobhogbe I A- Servizi socio-sanitari, Ipc Lanino

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