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Politica | 26 novembre 2019, 18:00

LivaNova ha preso contributi statali: oltre al danno, la beffa

Question time in Regione per iniziativa di Carlo Riva Vercellotti: l'assessore Chiorino assicura il proprio impegno nella vicenda dei lavoratori di Saluggia

Il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti

Il consigliere regionale Carlo Riva Vercellotti

Question time, in Regione, sugli annunciati 83 licenziamenti collegati allo spostamento della produzione di LivaNova da Saluggia al Canada. A presentare il documento è stato il consigliere regionale vercellese Carlo Riva Vercellotti.

“Quest’oggi ho presentato un question time per porre all’attenzione della Giunta regionale Cirio la situazione della società LivaNova (ex Sorin) e della filiera a essa collegata in campo delle biotecnologie biomedicali. Ringrazio l’assessore al Lavoro, Elena Chiorino, che si è dimostrata sensibile e decisa a difendere l’occupazione dei lavoratori coinvolti e di chiedere al Governo di avviare una politica industriale, degna di questo nome, a tutela di queste produzioni d’eccellenza, altamente tecnologiche e innovative".

L'obiettivo di Riva Vercellotti è "evitare in tutti i modi di depauperare le zone del chivassese e basso vercellese di un sito di riferimento a livello regionale e nazionale. Le maestranze coinvolte sono d’alto profilo e quindi è indispensabile scongiurare possibili delocalizzazioni che impoverirebbero il tessuto produttivo del Piemonte. L’assessore ha assicurato che avvierà un dialogo con la società per difendere intanto le 83 lavoratrici e lavoratori del sito di Saluggia: perché il timore è che si inizi da questa azienda per poi smontare l’intero distretto".

Ad aumentare l'amarezza per le decisioni dell'azienda c'è anche un altro fatto. "Oggi in aula - prosegue Riva Vercellotti - abbiamo anche appreso che la società ha beneficiato di contributi statali, per questo la nostra preoccupazione è trovarci l’ennesima multinazionale che arriva in Italia, beneficia di fondi statali per la ricerca, recupera know how, mercati e clienti e poi se ne torna all’estero. Se confermato questo sarebbe inaccettabile: lo Stato ha il dovere di vigilare sulle risorse erogate” .

redaz

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