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Attualità | 26 novembre 2019, 13:06

"Fare rete per il bene del territorio": incontro con Francesco Garsia, nuovo Prefetto

Piemontese di Cuneo, ha 56 anni e due figli adolescenti. Lavoro, sicurezza e ambiente sono i primi temi su cui è già impegnato

Francesco Aldo Umberto Garsia, 56 anni, è il nuovo prefetto di Vercelli

Francesco Aldo Umberto Garsia, 56 anni, è il nuovo prefetto di Vercelli

Ha preso servizio lunedì, in tempo per seguire gli ultimi sviluppi dei problemi collegati al maltempo dello scorso fine settimane e per trovarsi sul tavolo l'emergenza occupazionale collegata alla vicenda LivaNova. E la sua prima giornata di lavoro l'ha trascorsa incontrando le forze dell'ordine per raccogliere da loro le istanze relative al tema della sicurezza.

Francesco Aldo Umberto Garsia, 56 anni, nuovo prefetto di Vercelli, si è presentato martedì mattina nel corso di un incontro con la stampa cittadina: piemontese (è nato a Cuneo), Garsia ha svolto la sua carriera tra Torino e Milano, dove è stato vice prefetto vicario. Padre di due figli adolescenti, ama lo sport, tifa Juventus e pratica il tennis. Nel tempo libero, oltre a seguire i suoi ragazzi, apprezza l'arte e le città che offrono spunti interessanti in tal senso.

Si sta facendo un'idea del vercellese attraverso gli incontri istituzionali, ma anche attraverso la conoscenza diretta del territorio: “Mi piace visitare le città, scoprirne i monumenti e le tradizioni”, dice. Di Vercelli conosce già la Pro, la panissa oltre ai temi più strettamente legali al suo lavoro: dalle scorie nucleari alle questioni di carattere ambientale, dai nodi dell'occupazione a quelli legati alla sicurezza. “Sono convinto che il ruolo delle Prefetture sia quello di creare una rete con le istituzioni locali per fungere da cerniera di collegamento tra il territorio e il governo centrale di cui i nostri uffici sono emanazioni locali”.

Sulla questione occupazione, collegata principalmente alla vicenda LivaNova, Garsia e i suoi collaboratori hanno in programma una serie di incontri, che partiranno nei prossimi giorni, per valutare le implicazioni dell'annunciato trasferimento della produzione di valvole cardiache biologiche, ma anche le possibili soluzione da offrire ai lavoratori. “Grandi o piccoli che siano i territori – è l'opinione del prefetto – il nostro compito non cambia: ascoltare i bisogni delle persone e dare loro delle risposte cercando la mediazione tra le diverse esigenze. Per questo credo molto nel valore della collaborazione tra le istituzioni”.

fr

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