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Politica | 16 novembre 2019, 19:47

"Pallets: anche senza formaldeide, i dubbi restano"

Campominosi e Catricalà: "Oltre alla Valutazione di impatto ambientale occorre fare anche una Valutaizone di impatto sanitario"

Paolo Campominosi e Michelangelo Catricalà

Paolo Campominosi e Michelangelo Catricalà

Riceviamo e pibblichiamo.

Apprendiamo (sempre dagli organi di stampa) che, invece della Formaldeide, nel processo di lavorazione per produrre pallets verrà utilizzata MDI e che i Sindaci dei paesi limitrofi si sentano più tranquilli, anzi pare che diventino sostenitori della fabbrica.
Ribadiamo che non si ha affatto intenzione di bloccare investimenti sul territorio, se questi possono creare solo ed esclusivamente beneficio, ma i dubbi restano e tutti.
Leggeremo con attenzione le integrazioni al progetto presentate da ASM, rese disponibili nella giornata di ieri sul sito della Provincia, che verranno discusse nella prossima Conferenza dei Servizi, convocata presumibilmente dalla Provincia per il 17 dicembre prossimo: a quella riunione abbiamo chiesto di partecipare, in qualità di Consiglieri Capigruppo di Opposizione, almeno quali uditori.
Come abbiamo visto, è necessario affrontare la materia in modo tecnico ed approfondito, ben oltre l’ambito frequentato fino ad oggi dagli entusiasti sostenitori degli obiettivi industriali di Iren: i comunicati stampa, gli annunci e le interviste.
Ma già ora è possibile qualche considerazione.
Si dovrà, per esempio, spiegare cosa rappresentino i codici “H” (REGOLAMENTO (CE) N. 1272/2008) relativi ai prodotti MDI sostitutivi delle colle sicuramente dannose. Infatti almeno 2 di essi sono da “tener d’occhio”, ovvero H351 e H373. La frase di pericolo H351 indica infatti una sostanza: sospettata di provocare il cancro. La frase di pericolo H373 una sostanza: che può provocare danni agli organi in caso di esposizione prolungata o ripetuta.
Per quanto riguarda il traffico veicolare sempre leggendo i giornali si asserisce che i camion saranno “solo” 7.000, circa 30 al giorno, ovvero un aumento dell’1% sui flussi odierni». Come si sa Vercelli è tra le province peggiori per qualità dell’aria e quindi un punto fermo degli amministratori dovrebbe, anzi deve essere, quello di diminuire i flussi veicolari e non di aumentarli. Rimaniamo sicuramente fermi su di un punto: la necessità di chiedere oltre alla VIA (valutazione di impatto ambientale) anche la VIS (valutazione sull’impatto sanitario).
Si tratta in ogni caso di un’impiantistica importante che tratterà scarti legnosi di ogni genere, anche contenenti formaldeide, per tale motivo un ente che mette la salute dei cittadini al primo posto dovrà, essendo nei suoi poteri, richiedere monitoraggio continuo sui camini previsti nel progetto.

Paolo Campominosi (Voltiamo Pagina), Michelangelo Catricalà (Movimento 5 Stelle)

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