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Economia | 15 novembre 2019, 06:35

Il 2020 di Google tra nuovi orizzonti ed elezioni politiche

Il prossimo anno potrebbe riservare molte sorprese al colosso di Montain View. In vista ci sono ovviamente le elezioni americane del prossimo novembre, che potrebbero cambiare non poco le politiche governative nei confronti delle Big Tech

Il 2020 di Google tra nuovi orizzonti ed elezioni politiche

Il prossimo anno potrebbe riservare molte sorprese al colosso di Montain View. In vista ci sono ovviamente le elezioni americane del prossimo novembre, che potrebbero cambiare non poco le politiche governative nei confronti delle Big Tech.

Inoltre all’orizzonte c’è l’imminente lancio della piattaforma di gaming Stadia, destinata a far discutere non poco date le sue peculiari caratteristiche, oltre ad ampliare ancora una volta l’offerta messa in campo dall’azienda della Silicon Valley.

Elezioni USA 2020: novità per le Big Tech

Il Wall Street Journal dichiara che Google, seguendo la strada percorsa già da Facebook e Twitter, durante tutto il periodo delle elezioni subirà dei cambiamenti riguardati le politiche di privacy.

I dettagli non sono chiari: le alternative possono spaziare dalla limitazione totale di ogni pubblicità a scopo politico, alla possibilità di introdurre svariate limitazioni agli inserzionisti.

Come che sia, è chiaro che alla luce del precedente scandalo del Russiagate, presunto o tale che sia, e soprattutto dopo la gran baraonda scatenata dal caso Cambridge Analitica, società come Google e Facebook avranno un ruolo molto attivo nell’ assicurare il normale svolgimento delle prossime elezioni.

Molto importante sarà poi tutto ciò che verrà ad elezioni concluse. Non è un mistero che più di un politico USA nutra una certa diffidenza verso i giganti del web.

Tra le figure politiche più agguerrite c’è di certo Elisabeth Warren, la quale avrebbe addirittura tappezzato la Silicon Valley con cartelloni con su scritto “Breakup of Big Tech”

Certo la sfiducia politica nei confronti di aziende come Google e Facebook non è solo di tempra democratica. Anche molti repubblicani hanno a più riprese mostrato poca simpatia per Zuckerberg e soci.

Proprio per questo Goldman Sachs è sicura di un’imminente intensificazione dei controlli da parte dell’Antitrust e del Dipartimento di Giustizia americano, qualunque sia il risultato delle elezioni, il che potrebbe portare a prestazioni scarse dei titoli in questione.

Google Stadia: no hardware, si streaming

In un’ottica di allargamento verso più settori possibili, Google si infila finalmente nel settore del gaming attraverso la sua “console” del tutto peculiare, che rischia di rivoluzionare il modo in cui fino ad oggi si è concepita l’attività videoludica.

Per prima cosa va detto che una console vera è proprio non c’è. Il servizio offerto è unicamente un abbonamento, pertanto una volta sottoscritto non arriverà alcun hardware.

Il funzionamento è molto semplice. L’utente riceverà in streaming audio e video del gioco in questione, elaborato però da Stadia GPU, le vere e proprie console, e potrà giocare attraverso qualsiasi dispositivo in grado di collegarsi a Google Chrome o YouTube.

Sarà dunque possibile giocare in 4k, 60 FPS, HDR e Surround 5.1 anche da smartphone, tablet o TV, a patto, ovviamente, di avere una buona connessione internet. Il minimo richiesto sarebbe di 10mps, con i quali le prestazioni però saranno sensibilmente più basse (720p).

Si tratta a tutti gli effetti di una completa rivoluzione del mondo del gaming. La data di lancio prevista è il 19 novembre 2019.

Titolo Google nel 2020

Cosa aspettarci dunque dalla compagnia di Mountain View per il prossimo anno?

Di certo sarà un anno molto frenetico per Google. Frenesia che si sposterà inevitabilmente anche sui mercati. Al netto delle valutazioni non proprio entusiastiche di Goldman Sachs, comprare azioni google potrebbe comunque rappresentare un ottimo investimento.

Il lancio di Stadia potrebbe influenzare anche molto positivamente l’andamento in borsa e più in generale Google rappresenta sempre un buon investimento sul lungo periodo. Ciò vuol dire che questo tipo di azioni mal si prestano a strategie di tipo speculativo o short, ma offrono quasi sempre grandi margini di profitto ad investitori più conservativi e pazienti.

















Richy Garino

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