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Economia | 09 novembre 2019, 17:49

I lavoratori edili scendono in piazza

Una folta rappresentanza vercellese parteciperà al presidio di Novara il 15 novembre

I lavoratori edili scendono in piazza

«Noi non ci fermiamo! E scendiamo in piazza per chiedere al Governo un’azione decisa per creare occupazione nel nostro settore, a garanzia della competitività e produttività del nostro Paese». Queste le motivazioni che porteranno in piazza venerdì prossimo, 15 novembre, i lavoratori edili in 100 città in tutta Italia. 

In Piemonte, sono previste manifestazioni a Torino, Cuneo, Alessandria e nella città di Novara dove - dalle ore 10 davanti la Prefettura in piazza Matteotti - si raduneranno gli edili delle Province di Novara, Verbania, Vercelli e Biella. 


Obiettivo comune di tutte le manifestazioni, rilanciare il settore delle costruzioni e il Paese avanzando proposte concrete che incentivino una politica industriale in favore del settore dell’edilizia e dei materiali da costruzione. 

Gli edili del Piemonte orientale rivendicano in modo particolare la necessità di rilanciare la rete infrastrutturale di Novara (dove è necessario completare la tangenziale di Novara, la Citta della Salute e il nuovo Ospedale del V.C.O) e della Pedemontana Biella - Masserano Gattinara e la priorità di recuperare i centri storici e le periferie piemontesi, con la costruzione di opere utili a prevenire il rischio idrogeologico.


Al Governo in carica, tutti i lavoratori del settore dell’edilizia chiedono anche un impegno sulla riforma previdenziale che riconosca che i “lavori non sono tutti uguali”, poiché alcuni sono più rischiosi e usuranti; una riforma fiscale che riduca le tasse a lavoratori e pensionati e un impegno forte sulla legalità, il che significa rispettare una regolarità contributiva da parte delle imprese verso i lavoratori del settore e contrastare l'elusione contrattuale, i contratti di comodo, il lavoro nero e grigio; la corretta applicazione dei CCNL nazionali e territoriali nei cantieri contro ogni forma di dumping e il recupero di tutele, trasparenza e lotta alla criminalità introdotto con decreto c.d. “ sblocca cantieri”.


Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl non fanno sconti nemmeno sulla tutela della salute di chi lavora nel settore e chiedono maggiore sicurezza nei cantieri per fermare la catena d’infortuni mortali che purtroppo caratterizza il nostro Paese, a partire dalle Province del Piemonte orientale. 

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