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Cronaca | 07 novembre 2019, 19:25

Gestione migranti: oltre cento testi al processo all'ex Prefetto

Scaramucce tra accusa e difesa sulle liste e sull'ammissibilità delle intercettazioni

Gestione migranti: oltre cento testi al processo all'ex Prefetto

Quarantasei testi in lista per la Procura, 25 per la difesa di Salvatore Malfi, 28 per quella di Gianluca Mascarino. Più un'altra decina per due delle altre imputate (l'allora viceprefetto vicario Raffaella Attianese e la funzionaria Cristina Bottieri, mentre la difesa della collega Lucia Castelluccio non ha presentato una lista testi). Sono numeri importanti quelli presi in esame nella prima udienza del processo che coinvolge gli ex vertici della Prefettura di Vercelli. Numeri che rendono anche il senso della complessità di un processo nel quale si intrecciano due vicende: da un lato la gestione dei migranti assegnati al vercellese tra il 2014 e il 2016; dall'altro una serie di episodi legati ai rapporti che si erano instaurati all'Ufficio territoriale del Governo tra l'allora Prefetto, Salvatore Malfi, e il personale in servizio.

Così, nonostante le richieste della presidente della Corte, Enrica Bertolotto, sia accusa che difese hanno ritenuto impossibile, al momento, snellire gli elenchi, impegnandosi però a gestire tutti i testimoni nel modo più sintetico possibile.

E proprio due liste testi sono all'origine delle prime scaramucce tra le parti: il pubblico ministero, Davide Pretti, ha infatti chiesto di non ammettere parte dei testimoni a discarico indicati dai legali di Malfi, Roberto Scheda e Oliviero Mazza, perché considerati non pertinenti. Idem per la lista di Mascarino, responsabile della cooperativa Obiettivo Onlus e unico imputato oggi presente, depositata dall'avvocato Andrea Corsaro. Entrambe le richieste sono state respinte dalla Corte con l'auspicio, però, che nessuna delle persone che verranno chiamate a deporre sia stata indicata senza un motivo più che valido.

Botta e risposta anche sulle registrazioni effettuate dalla donna delle pulizie, una delle parti civili nel processo (le altre due sono l'allora segretaria del Prefetto e il Ministero dell'Interno). L'accusa le indica tra gli elementi di prova ma, per la difesa Malfi, la loro ammissibilità è tutta da valutare. "Quelle registrazioni possono essere utilizzate solo se riguardano direttamente la parte civile o sei lei prendeva parte alla conversazione. Altrimenti sono da escludere", argomenta l'avvocato Mazza, chiedendo la possibilità valutare ogni singola sbobinatura. Se ne riparlerà alla prossima udienza, quando è in programma il giuramento del perito al quale la Corte affiderà un incarico specifico in proposito. Nell'occasione verrà anche predisposto il calendario di un processo che si annuncia lungo e complesso vista la mole delle contestazioni: a parte Castelluccio, cui viene contestata solo la rivelazine di segreto d'ufficio, gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di turbativa d'asta, abuso d'ufficio, frode, corruzione, favoreggiamento, maltrattamenti, minacce, estorsione, induzione indebita ad ottenere utilità nell'ambito dei due diversi filoni dell'indagine.

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