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Politica | 03 novembre 2019, 23:35

"Brutto mondo quello in cui contano più gli anni di residenza che i reali bisogni delle persone"

SiAmo Vercelli all'attacco dopo l'approvazione della delibera sui criteri di assegnazione delle case in emergenza abitativa

Alberto Perfumo, capogruppo di SiAmo Vercelli

Alberto Perfumo, capogruppo di SiAmo Vercelli

Riceviamo e pubblichiamo.

Nell’assegnazione delle case popolari: vince la residenza sui bisogni sociali.  Se sei single ma hai residenza a Vercelli da molti anni conti di più di chi ha tre figli minori a carico e sta in città da un numero minore di anni (comunque maggiore di tre, limite imposto dalla Regione Piemonte per accedere alla casa popolare).

Questa è la vergognosa delibera approvata giovedì scorso dal Consiglio Comunale a trazione leghista.
In mezzo a un sacco di belle parole sui criteri che dovrebbero avvantaggiare donne vittime di violenza, genitori soli con figli a carico e invalidi, spunta la norma “prima i vercellesi”. E neppure a parità di altri parametri, ma proprio come vantaggio netto in graduatoria.
 
Non bastano le parole dell’assessore Politi e del sindaco Corsaro, che spostano il problema alla necessità di avere più case disponibili sistemando quelle tante che non sono agibili; sono questioni ovvie per tutti.
Ma il punto è un altro: perché mettere sullo stesso piano i bisogni sociali più veri, quelli che incidono sulla vita delle persone, come povertà e situazioni famigliari difficili, con la residenza vercellese? Che c’entra se sto a Vercelli da cinque o dodici anni? E che c’entra se appartengo alle forze armate, altro favore a quelli che la maggioranza considera i suoi target elettorali?

Povera la città in cui si fanno queste graduatorie e in cui, in nome degli slogan populistici, si fanno giravolte da un anno all’altro: già perché il consigliere Alessandro Stecco non più tardi di un anno fa sostenne una posizione opposta in Consiglio comunale. Ma un anno fa stava all’opposizione e oggi, invece, in maggioranza. “E’ vero - si è giustificato Stecco intervenendo - però, approfondendo … ", pare che abbia cambiato idea.

Se è lecito cambiare idea, sempre che non sia per semplice convenienza, lo è molto meno turarsi il naso su questioni così serie per restare in sella. Perché non possiamo credere che tutti quelli che, prima in giunta hanno condiviso questa delibera e poi in Consiglio comunale l’hanno approvata, non ne vedano le storture e le pesanti iniquità. Quando si troverà il coraggio per reagire?

SiAmo Vercelli

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