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Attualità | 03 novembre 2019, 09:19

"Devo occuparmi delle tasse, non posso venire a testimoniare"

Un teste rischia l'accompagnamento coattivo per non essersi presentato in aula

"Devo occuparmi delle tasse, non posso venire a testimoniare"

“Devo occuparmi delle tasse in scadenza: non posso presentarmi in Tribunale a testimoniare”. I termini erano meno diretti e l'elenco delle scadenze fiscali decisamente articolato, ma questa è stata la sostanza della giustificazione mandata da un professionista che, nei giorni scorsi, era atteso in Tribunale a Vercelli. Una giustificazione un po' insolita nel campionario delle motivazioni inviate da chi, per un motivo o per l'altro, vorrebbe rinviare ad altra data quello che però rappresenta un dovere: cioè presentarsi in aula a deporre quando si viene citati come testi. La motivazione non è stata ritenuta un legittimo impedimento né dal pubblico ministero né dal giudice, Enrica Bertolotto, presidente del collegio. L'uomo - teste dell'accusa in un processo per le vicende legate al fallimento di una società della quale era stato revisore - già nella passata udienza aveva mandato una giustificazione e non si era presentato. Questa volta, però, la motivazione addotta non è bastata: messo di fronte alla prospettiva di un immediato accompagnamento coattivo (cioè con la scorta delle forze dell'ordine), il professionista ha rapidamente messo da parte F24 e bollettini di pagamento, per raggiungere l'aula. Dove, per altro, dovrà pure tornare perché, di fronte ai suoi ripetuti “Non ricordo” (motivati dal fatto che gli episodi in discussione risalgono a diversi anni fa), la presidente ha deciso di sospendere la sua deposizione e farlo tornare nella prossima udienza. “Si segni la data e torni con tutti i documenti che le possono essere d'aiuto” è stato il monito con cui la presidente ha congedato l'uomo alla sua uscita dall'aula.

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