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Politica | 31 ottobre 2019, 19:53

Punteggi case popolari: passa la linea-Lega

Tra i nuovi criteri c'è la maggior residenza - Fortuna: "Prima chi paga le tasse, qui". Cressano: "Ma non paga lo Stato?"

Punteggi case popolari: passa la linea-Lega

Delibera sui nuovi criteri su Edilizia residenziale ed emergenza abitativa: l’intervento dell’assessore Ketty Politi.

(Il problema riguarda 1800 alloggi, con 200 da manutenere, ma non ci sono risorse).

“Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato in questi due mesi (Pavia, Bianco, Pitaro…) sulle graduatorie (non c’era nulla a computer) così da riclassificazione famiglie che hanno minori a carico, disabili. Abbiano inserito i separati, le donne vittime di violenza” ha esordito.

Poi una precisazione: “Questa amministrazione si è ritrovata con una situazione particolare: in ‘epoca Corsaro’ viaggiavamo con una media di 80, 90 assegnazioni all’anno, con punte di 130 alloggi. Purtroppo negli ultimi 5 anni, venivano assegnati 10 alloggi in emergenza e 10 in bando. Il problema è fare programmazione, che da qualche anno non è stata fatta”.

Intervento del consigliere Fortuna (Lega): “Attribuzione di un punto alla fascia che vive con 3, 6 mila euro l’anno, significa coprire una vasta fascia di pensionati che prendono la minima. La Lega ha voluto tutelare le donne, abbiamo due casi a settimana. Un meccanismo che premia, poi, la residenza: si tratta di premiare maggiormente il contribuente”.

Catricalà (M5Stelle) ha presentato un emendamento sull’emergenza abitativa che “richiede tempi rapidi, la residenza non c’entra nulla. Va bene inserire le donne vittime di violenza e i disabili, ma deve insomma dopo.”
Nella sua mozione Catricalà ha proposto che gli anni (di residenza) non debbano essere necessariamente continuativi.

Maura Forte (Pd): “Non troviamo la voce ‘donne in gravidanza’. A Fortuna: perché solo le forze armate con disagi familiari?”.

Fragapane (Pd): “Quando si parla di emergenze, considerare alla pari disabilità alla residenzialità mi pare eccessivo”.

Replica di Fortuna: “Ringrazio Catricalà, che ha fatto riflessioni e proposte. Per noi la residenzialità resta un punto ferma. Sotto la dizione emergenza abitativa ricade il 50 per cento degli alloggi, visto che la cadenza dei bandi è quinquennale. Se non sappiamo che 900 assegnazioni su 1800 vanno in questa direzione non cogliamo il problema nella sua complessità. La residenzialità è una presa d’atto del contribuente: non mi dimentico di ha pagato (le tasse)”.

Sulle forze armate.

“Abbiamo scelto questo parametro perché a Vercelli interessa in tutto 8mila persone” ha spiegato Fortuna.

Catricalà: “Sul cittadino contribuente: ma se io dopo quarant’anni mi sposto e per sei mesi prendo la residenza in Calabria, come vengo considerato quando torno?”.

Cressano (Pd): “Si parte da una residenza di 3 anni, che c’è ora. Perché creare una diseguaglianza sociale su elementi più importanti? Perché creare sempre un ultimo degli ultimi? Perché premiare il contribuente? Questa edilizia è pagata dallo Stato. Se sono sotto sfratto ho tre punti, se vivo qui da tanto ne ho cinque? Propongo, quindi, emendamenti, perché l’elemento residenza mi lascia perplesso”.

L’assessore Politi: “Precisazione. Non si tratta di punti a confronto, ma di una sommatoria. Il problema non è discutere dei punti. Il problema è assegnare alloggi, che però mancano. La donna in gravidanza non ha bisogno di un punto, per la donna in gravidanza la soluzione si trova”.

Il sindaco Corsaro: “L’argomento è delicato. Nei miei mandati venivano assegnati 100 alloggi all’anno. Poi c’è stato il crollo. Io credo che tutti nel mettere mano all’aspetto punteggi tutti abbiano usato buon senso. Si è cercato di evitare sperequazioni, così da dare risposta alle persone che si vogliono tutelare. Tutto è migliorabile, ma non andiamo a stravolgere quanto fatto”.

Perfumo (SiamoVercelli): “Se attribuiamo punteggi elevati alla residenzialità rischiamo di sbilanciare il tutto”.

“Volete la nostra collaborazione? Non convocate le commissioni in orari impossibili?” ha detto poi la consigliera Renata Torazzo.

“Perché non farle nel tardo pomeriggio, non in orario di lavoro” le ha fatto eco l’ex sindaco Maura Forte. “I punti legati alla residenza pesano troppo. Se passa questa vostra linea aumenteranno i problemi”, dice ancora.

Candeli (Lega): “Per le commissioni, si possono prendere permessi”.

Catricalà: “Visto che partecipo a tutte, come faccio? Prendo permesso tutti i giorni?”

Cressano: “Facciamo un’altra proposta. La nuova graduatoria sarà approvata il primo settembre 2020. Così ci sarà tutto il tempo per fare una verifica di quanto si andrà ad approvare, con particolare attenzione, quindi, a quanto peserà la residenzialità”.

Politi: “Sono già state fatte simulazione sugli ultimi anni. Abbiamo già simulato caso per caso, per valutare le graduatorie che si sarebbero modificate”.

Emendamento sulla Lega sulla residenzialità come elemento prioritario. Approvato con i voti della maggioranza. Contrari Torazzo e Perfumo, Catricalà astenuto. Il Pd non ha partecipato.

Emendamento di Catricalà.

Non approvato. Pd non ha votato, favorevoli 6 (Catricalà, Scheda, i Siamo), contrari 18.

Non approvati tre emendamenti del Pd (compreso quello di innalzare da 1 a 3 i punti per le donne vittime di violenza).

Si passa al voto alla delibera.

Profondamente ingiusto legare aspetto sociali ad altri, politici, punta l’indice Perfumo.

A favore il gruppo di Scheda. Catricalà annuncia l’astensione.

Delibera approvata con i voti della maggioranza (più Scheda).

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