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Politica | 28 ottobre 2019, 14:29

Rivoluzione in vista nei campi nomadi: dal 2020 tutti in regola e una smart card d'accesso [VIDEO]

I contenuti del provvedimento che andrà al vaglio del consiglio regionale

Rivoluzione in vista nei campi nomadi: dal 2020 tutti in regola e una smart card d'accesso [VIDEO]

Rivoluzione in vista per i campi nomadi del Piemonte. Con la nuova legge che la maggioranza intende portare avanti dalla prima riunione possibile, infatti, si stringeranno i vincoli e si potranno paletti precisi per chi vorrà fermarsi nelle città di tutta la regione. "Vuole essere una legge, la prima in Italia, che tutela il nomadismo, ma al tempo stesso contrasta l'abusivismo", spiega l'assessore regionale, Fabrizio Ricca -. Lo avevamo promesso ai piemontesi: cancelliamo il concetto di campo nomadi come l'abbiamo conosciuto fino a oggi, creando aree di transito per chi vuole fare il nomade, ma adeguandosi alle regole del nostro territorio".

Dunque, con la nuova legge, i "vecchi" campi saranno illegali. "Ma daremo tempo ai Comuni di adeguarsi - aggiunge Ricca -. La permanenza massima sarà di tre mesi, con possibilità di proroga per le famiglie che avranno bambini a scuola e che dovranno terminare le lezioni".

Ma non solo: "Impianti di videosorveglianza per contrastare i roghi di rifiuti come accade in via Germagnano, ma anche depositi per la raccolta differenziata e allacciamento alla rete idriche e fognarie. E chi si fermerà in un campo, non potrà farvi ritorno fino all'anno successivo".

Per fare richiesta, servono documenti in regola (permesso di soggiorno per i non comunitari), garanzie sul reddito e la dichiarazione di non avere case di proprietà o in uso. Così come le targhe, le assicurazioni, le revisioni e la proprietà delle auto. Microchip per gli animali, con vaccinazioni. Ma soprattutto una smart card per l'accesso all'area di transito. "Si dovranno pagare in anticipo le tariffe stabilite dai singoli Comuni, con la cauzione delle prime due mensilità".

A sorvegliare, l'Osservatorio regionale per il monitoraggio dei flussi e il contrasto dell'abusivismo, con tre componenti scelti dal Consiglio regionale (di cui uno della minoranza), tre dalle forze dell'ordine, ma anche da Anci e dalle associazioni che lavorano a contatto con le realtà dei nomadi. "Contiamo di poter arrivare in aula nel giro di qualche mese, per poter approvare la legge affinché sia in vigore a partire dal 2020". Mentre con la Polizia locale si valuteranno le forme di controllo all'interno dei campi.

Questo non vuole dire sgombero automatico per i campi di Torino. "Appendino può adeguarsi, ma come lei anche le amministrazioni di Novara, Asti, Collegno e altre ancora. Tutte quelle che hanno problematicità con il fenomeno del nomadismo - dice Ricca - e l'esperienza ventennale di Torino su questi temi è piuttosto fallimentare. Ci sarà del tempo di transizione, ma prevediamo che alla fine del 2020 non ci saranno più i campi nomadi come li conosciamo oggi". "Se i Comuni vorranno ospitare aree nomadi, queste sono le regole. Chi non rispetta le regole, si troverà nell'illegalità e chiederemo alla prefettura di intervenire per lo sgombero. Nei tempi necessari".

Si stimano oltre un migliaio di nomadi sul territorio di Torino, cifre che raddoppiano su scala regionale.

dal nostro corrispondente a Torino

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