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Notizie dal Piemonte | 19 ottobre 2019, 16:49

In permesso lavoro dal carcere tenta di sgozzare compagna: a Torino arrestato 36enne

NEL 2008 AVEVA GIÀ UCCISO UNA 21ENNE A BERGAMO. L'UOMO, DI ORIGINI TUNISINE, LAVORAVA IN UN BISTROT CON OBBLIGO DI FARE RIENTRO ALLE DUE DI NOTTE

In permesso lavoro dal carcere tenta di sgozzare compagna: a Torino arrestato 36enne

Ha tentato di sgozzare la sua compagna, che su internet aveva scoperto come mai quel ragazzo che frequentava da sei mesi era finito in carcere.

La Polizia di Torino ha arrestato per tentato omicidio Mohamed Safi, 36 anni di origini tunisine, detenuto al carcere "Lorusso e Cutugno" per avere ucciso nel giugno 2008, a Bergamo, Alessandra Mainolfi, 21 anni, assassinata con due coltellate all'addome. Per quel delitto Safi era stato condannato a 12 anni di reclusione (il pm ne aveva chiesti 15) e a Torino godeva di un permesso di lavoro, che gli ha consentito di svolgere l'attività di cameriere in un bistrot, con rientro al penitenziario alle due di notte.

Ieri, intorno all'una, l'uomo si trovava sul bus in corso Giulio Cesare insieme alla sua nuova compagna, una torinese di 43 anni, che frequentava da sei mesi. Sul web la donna aveva scoperto il motivo per cui l'uomo era stato condannato e, spaventata, aveva deciso di chiudere la relazione.

Scesi dal mezzo, l'uomo ha afferrato una bottiglia di vetro cercando di tagliare il collo della donna, che per fortuna indossava ina grossa sciarpa. Il 36enne, con inaudita ferocia, ha inferto allora dei colpi violenti al viso della vittima procurandole tagli profondi. A quel punto alcuni passanti sono intervenuti costringendo l'uomo alla fuga.

La donna, per terra in una pozza di sangue, è riuscita a fornire indicazioni utili ai poliziotti giunti sul posto, che hanno bloccato Safi in via Leiní. Agli agenti che lo hanno ammanettato l'uomo non ha detto nulla. A differenza di quanto avvenuto undici anni prima, quando dopo avere ucciso la 21enne a Bergamo Safi aveva chiamato le forze dell'ordine confessando il delitto dicendo "ho ucciso il mio amore".

Il PM nel pomeriggio ha firmato il decreto di fermo: il tunisino si è rifiutato di rispondere durante l’interrogatorio.

dal nostro corrispondente a Torino

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