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Notizie dal Piemonte | 17 ottobre 2019, 18:05

Botte e umiliazioni per punire i detenuti: arrestati sei agenti

TORINO, ARRESTI E DENUNCE TRA IL PERSONALE CARCERARIO. L'ACCUSA E' TORTURA

Botte e umiliazioni per punire i detenuti: arrestati sei agenti

L'accusa della Procura è pesante: tortura. Commessa ai danni di almeno cinque detenuti del carcere di Torino, reclusi per aver commesso reati a sfondo sessuale e contro minori. Persone che si sono macchiate di crimini deprorevoli e che, secondo i sei agenti penitenziari finiti agli arresti domiciliari, quasi tutti giovani, andavano ulteriormente puniti.

Calci, pugni, ma anche umiliazioni, tutto avvenuto in un periodo di tempo compreso tra l'aprile 2017 e il novembre 2018. Ad avviare le indagini la denuncia di una vittima, che durante un colloquio con la Garante dei detenuti Monica Gallo ha deciso di rompere il silenzio.

Come ricostruito dagli inquirenti, prima di picchiare i detenuti gli agenti indossavano dei guanti, così da non lasciare alcuna traccia. Avrebbero agito nelle stanze, nei corridoi, sulle scale e nei passaggi tra una sezione e l'altra, colpendo le vittime allo stomaco e in altre zone del corpo dove i lividi non sarebbero stati visibili. Botte ma anche umiliazioni: il detersivo per i piatti versato sul letto di un detenuto; i capi di imputazione letti ad alta voce, davanti agli altri detenuti, nei corridoi, ecc. Vessazioni taciute per paura di subire ritorsioni, e quando le ferite necessitavano di cure, al medico del penitenziario le vittime inventavano scuse, come inesistenti cadute sulle scale.

Oltre ai sei arresti, alcuni agenti sono stati denunciati a piede libero per avere assistito alle violenze senza intervenire o denunciare il fatto ai vertici del carcere.

dal nostro corrispondente a Torino

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