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Arte e Cultura | 13 ottobre 2019, 14:19

Pubblico rapito dalle parole di Nicholas Vincent

CONFERENZA SULLA MAGNA CARTA, AL DUGENTESCO

Gianna Baucero e Nicholas Vincent

Gianna Baucero e Nicholas Vincent

 

Buona partecipazione alla conferenza sulla Magna Carta del professor Nicholas Vincent, massima autorità mondiale in materia, sabato al Dugentesco. L’incontro è stato organizzato dall’assessore alla cultura, Gianna Baucero.

“La Magna Carta – spiega Nicholas Vincent - è forse più famosa negli USA di quanto non sia nella sua terra madre”. Il professore si è poi soffermato sulle caratteristiche fisiche della carta: “Si tratta di una grande pergamena, di materiale organico, composta da pelle di animale; è quindi non solo un principio, ma qualcosa che esiste ancora, anche materialmente.” Dal 2012 lo studioso si è concentrato proprio sul lato concreto del documento, curando, nel 2015, una mostra a Londra che ha contato più di 120mila visitatori e la cui inaugurazione è stata tenuta da Carlo d’Inghilterra. 

Vincent ha letteralmente girato il globo sia per effettuare, che per parlare delle sue scoperte: il suo intervento è stato un viaggio fra epoche e luoghi, un racconto avvincente di ricerche in archivi d’ogni tipo: dai luoghi più famosi come la British Library a Londra, ad altri sperduti, definiti da lui stesso “in the middle of nowhere” (in mezzo al nulla): “Ovunque possiate andare, anche nei luoghi più piccoli e sconosciuti, potrete fare scoperte interessanti, la questione è cosa state cercando.”

E cosa cerca il nostro Professore? Ciò che ne permea l’azione è il voler conoscere quante Magna Carta originali giacciano ancora in qualche archivio dove, a torto, vengono ritenute copie. Ricordiamo che ne ha già trovate ben quattro, di cui una è quella del 1217 di Hereford, esposta da poco a Vercelli.

Gli studi di Nicholas Vincent sulla nostra città, come noto, hanno avuto in Guala Bichieri un grande protagonista: è proprio lui, infatti, l’autore del primo libro esistente sui carteggi del Cardinale. Guala Bichieri fu inviato in Inghilterra come rappresentante di Papa Innocenzo terzo per poi rimanere anche come quello di Onorio terzo: fin dal 1217 c’era quindi un po’ della nostra città nel documento, tramite l’azione e il sigillo di Bichieri.

Guala Bichieri, ha spiegato l’accademico, fu scelto perché Vercelli intratteneva all’epoca grandi legami con l’estero: Europa dell’est, Oriente, Gerusalemme.

A fine conferenza, il pubblico, per tutta la durata del racconto rapito e in silenzio, ha posto domande al professore e lo ha applaudito più volte.

“Credo che momenti come oggi pomeriggio, con personaggi del genere a portarci lezioni di così alto profilo, valgano oro e meritino di essere sempre più coltivati” ha concluso l’assessore Gianna Baucero.

Elisa Rubertelli

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