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Arte e Cultura | 18 settembre 2019, 09:41

Perché "I poeti non vanno sulla luna"?

TRA MUSICA E LETTERATURA: SABATO SERA, SPETTACOLO A PALAZZO LANGOSCO - UNA PROPOSTA DELL'ASSOCIAZIONE IL PORTO

Perché "I poeti non vanno sulla luna"?

Perché mai “I poeti non vanno sulla Luna”? Quale sbilenco titolo per l’iniziativa di intrattenimento culturale di fine estate 2019 proposta dall’Associazione culturale “Il Porto” insieme al Museo Leone?

Innanzitutto va detto che si tratta di una citazione, ripresa da un raccontino di Alessandro Barbaglia dedicato proprio ai 50 anni dallo sbarco dell’uomo sulla Luna. Ma si tratta di una riflessione tutt’altro che strampalata, che spiega perché agli astronauti spettano capacità e competenze fisiche ed intellettuali per imbarcarsi su una navicella spaziale e volare nel cosmo, mentre ai poeti e agli artisti in genere è permesso di “volare” fino alla Luna solo con il pensiero, l’immaginazione, il sentimento, pur mantenendosi con i piedi ben ancorati a terra.

È, insomma, l’anima ispirata dei poeti che ha raccontato la Luna per secoli, o addirittura per millenni, offrendo del satellite terrestre un’immagine mitica e trasformandolo ora in divinità, ora in testimone e complice delle passioni umane. È quanto accadde, ad esempio, a Leopardi che, ben lontano dall’avere il physique du rôle di un astronauta, avvezzo all’assenza di gravità, ha intrattenuto con la sua Luna dialoghi di grande intensità e le ha affidato afflizioni e rari momenti di serenità. Per non dire di Ariosto che, nell’Orlando furioso, inventò addirittura uno straordinario viaggio sulla Luna da parte del paladino Astolfo sulle ali di un ippogrifo. Ma ancora la luna ha ispirato poeti ed intellettuali come Ungaretti, Rodari, Prevert e Borges, o narratori come Calvino e Verne; e anche compositori, da Beethoven a Debussy. E non vogliamo dire delle canzoni che ruotano intorno al potere magico della luna? Da Blue Moon ad Un bacio a mezzanotte, da Moon river a Tintarella di luna, solo per citarne alcune.

Questa, quindi, è l’immagine della Luna che Roberto Sbaratto e Cinzia Ordine del “Porto”, insieme al presidente e al conservatore del Museo Leone, Gianni Mentigazzi e Luca Brusotto, hanno pensato di offrire al pubblico vercellese affezionato alle iniziative proposte negli spazi museali.

Ovviamente, per meglio snocciolare un percorso così articolato, che spazia tra letteratura a generi musicali tanto vari, Roberto Sbaratto, voce narrante, sarà accompagnato dal pianoforte di Luigi Ranghino, e supportato dal trio acustico “dall’animo vintage” Not only swing: Federica Spinella alla voce, Daniele Deambrogio alle chitarre e Mauro Ghiani alle percussioni. Infine, in partecipazione straordinaria, il sax di Gianni Mantoan, offrirà un supporto melodico del tutto eccezionale nella notte del Museo Leone.

L’evento si terrà sabato 21 settembre 2019, alle ore 21.00, al Museo Leone, nella suggestiva cornice del Cortile della fontana di Palazzo Langosco, con ingresso da via Verdi.

Il biglietto di ingresso è di 10.00 € e si raccomanda la prenotazione ai seguenti numeri: 0161 253204 (orari ufficio) - 334 8568194 (da Venerdì pomeriggio).

REDAZ

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