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Politica | 14 settembre 2019, 15:04

La minoranza di Santhià: "Beccaro dia le dimissioni"

LETTERA AL SINDACO DEI CONSIGLIERI BIAGIO MUNI', LUISELLA BOLLEA, MARCHELLA RAVARINO E LUCA DIBITONTO

La minoranza di Santhià: "Beccaro dia le dimissioni"

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta al sindaco del Comune di Santhià.

Signor cindaco,
i sottoscritti consiglieri di minoranza Biagio Munì, Luisella Bollea, Marcella Ravarino, Luca Dibitonto, rivolgono la richiesta di dimissioni dell’assessore Mattia Beccaro con deleghe ai Lavori Pubblici, Manutenzione, Patrimonio, Istruzione e Politiche Giovanili, insieme alla carica di consigliere comunale di maggioranza, oltreché consigliere provinciale, in quanto fotografato davanti al manifesto del senatore Matteo Salvini, leader politico della Lega, con gesto chiaramente esplicito, volgare e provocatorio.
La minoranza consiliare ritiene che un assessore in veste istituzionale, con un’importante carica pubblica, non debba e non possa usare espressioni e comportamenti che impediscano la crescita democratica e civile del nostro paese e che possano trascinare i rapporti politici in una condizione di barbarie.
Spiace umanamente per la persona, che ha il diritto e dovere di scusarsi, ma dal punto di vista prettamente politico, non resta altra soluzione se non quella di rassegnare le dimissioni o di ritirare le deleghe all’assessore Beccaro, per rimediare all’accaduto.
Signor sindaco, ci rivolgiamo anche al Partito Democratico provinciale, di cui Beccaro fa parte e di cui è segretario locale a Santhià: quando si ricoprono incarichi pubblici di un certo tipo, è d’obbligo, in ogni occasione, tenere un comportamento corretto,  educato e soprattutto indirizzato verso la cultura del confronto, del dialogo e del rispetto nei confronti del diverso, di coloro che la pensano diversamente da noi; queste sono le regole fondamentali di coloro che amministrano e che hanno ruoli istituzionali, educare ad impedire l’istigazione all’odio ed alla violenza.
Violarle e non rispettarle, significa semplicemente non poter proseguire a svolgere tali incarichi: sono aspetti che conoscete senza dubbio molto bene tutti Voi, le scuse sono gradite e doverose, ma le cariche pubbliche sono da lasciare.
Per fare un semplice esempio, sindaco Cappuccio, con le nuove normative, un dipendente pubblico che venisse fotografato in atteggiamenti simili od identici al fatto in questione, sarebbe certamente passibile di procedimento disciplinare e di probabile sospensione, per non dire quasi sicuro licenziamento nel caso di un insegnante di scuola pubblica di ogni ordine e grado: ciò di cui parliamo e che è accaduto, come potete ben constatare, non si tratta di una semplice leggerezza commessa insieme agli amici o postata da terzi, ma di un fatto di relativa gravità.
Se ciò restasse impunito e l’assessore Beccaro proseguisse nelle sue cariche, questo significherebbe semplicemente che allora in politica tutto diviene lecito, che gli avversari politici possono essere irrisi e maltrattati in maniera irrispettosa, maleducata e volgare, senza rispetto alcun rispetto verso la persona.
In caso di mancanza di provvedimenti, in questa triste vicenda divenuta oramai nota addirittura a livello nazionale, non resterà alla nostra Minoranza consiliare che chiedere la convocazione di un Consiglio comunale straordinario, presentando una mozione di sfiducia nei confronti dell’assessore Mattia Beccaro.
Oggi è un giorno molto triste per la politica santhiatese, bastava riflettere un attimo, pensare alle cariche istituzionali che si hanno, ai cittadini che si rappresenta e non si sarebbe mai giunti ad una situazione di questo genere.
Restiamo in attesa di un riscontro da parte del sindaco Cappuccio.

Biagio Munì, Luisella Bollea, Marcella Ravarino, Luca Dibitonto

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