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Cronaca | 09 settembre 2019, 19:00

Spacciatori "tecnologici": usavano un drone per garantirsi la "tranquillità"

NEI GUAI UN GRUPPO DI GIOVANI E SPAVALDI TRAFFICANTI: UNO RIVENDEVA LA DROGA ANCHE MENTRE ERA AI DOMICILIARI

Spacciatori "tecnologici": usavano un drone per garantirsi la "tranquillità"

Avevano in mano il mercato della droga nella bassa Valsesia, al confine tra novarese e vercellese. Tre giovani sono finiti in manette, a Grignasco, con le accuse di spaccio di sostanze stupefacenti: si tratta di due giovani di 30 e 27 anni finiti in carcere, e di un 27enne ai domiciliari, mentre un ucraino è destinatario dell'obbligo di dimora. A condurre l'indagine i carabinieri di Arona che hanno ricostruito il vasto traffico gestito dal sodalizio. Giovani, i trafficanti finiti in manette, ma - secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine - spavaldi e spregiudicati tanto da utilizzare addirittura un drone per controllare il territorio sul quale entravano in azione e mettersi al sicuro dall'eventuale arrivo delle forze dell'ordine. E tanto da continuare con lo spaccio anche durante un periodo in cui uno del gruppo era ai domiciliari. Dalle loro mani passavano cocaina, marijuana ma anche hashish che veniva spacciato a Grignasco e nei dintorni e spesso portato direttamente a casa dei clienti.

redaz

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