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Notizie dall'Italia | 28 agosto 2019, 16:42

Hikikomori, il dramma di vivere da autoesclusi

CONVEGNO NAZIONALE SU UN FENOMENO CHE STA ASSUMENTO PROPORZIONI PREOCCUPANTI

Hikikomori, il dramma di vivere da autoesclusi

Un confine immaginario che nasconde un abisso. È' quello dentro al quale fuggono centinaia di migliaia di giovani italiani. Maschi, soprattutto, under 30, che hanno deciso di isolarsi dal mondo che li circonda perché, di quel mondo, non si sentono più parte.
È il fenomeno degli hikikomori, che in Giappone ha assunto dimensioni allarmanti con oltre un milione di casi accertati. Con numeri che stanno acquisendo contorni drammatici anche in molte altre nazioni economicamente sviluppate, come l’Italia dove – si stima – ci siano almeno centomila casi.
«Nonostante la sua diffusione, il fenomeno è tuttavia ancora poco conosciuto e coloro che ne soffrono si sentono spesso soli e incompresi nel proprio disagio», spiega Marco Crepaldi, presidente e fondatore dell’associazione nazionale Hikikomori Italia che dal 2017 ha come scopo quello di sensibilizzare sul tema dell’isolamento sociale volontario e supportare tutti coloro che ne soffrono, direttamente o indirettamente, come nel caso delle famiglie.
Del fenomeno hikikomori in Italia si parlerà i prossimi 7 e 8 settembre a Todi nell’ambito del convegno “Educare per il domani. Il punto su giovani, famiglia e scuola in Italia”, organizzato dall’associazione
Articolo 26 in collaborazione con il Comune di Todi con il patrocinio del Senato e della Camera dei Deputati e dell’Ufficio Scolastico per l’Umbria.
Un incontro nazionale di formazione rivolto a genitori, educatori e operatori della scuola, sulle più emergenti tematiche educative e sul ruolo formativo della famiglia e della scuola nella società.
Per due giorni specialisti, famiglie, rappresentanti delle Istituzioni ed esperti di politiche scolastiche da tutta Italia, si confronteranno sui temi della devianza e violenza giovanile, abuso di sostanze, pornografia e dipendenza da internet e altro ancora. Non solo per un’analisi a tutto tondo dei fenomeni e delle loro cause sociali e familiari, ma strumenti concreti a genitori ed insegnanti che devono aiutare adolescenti sempre più fragili, con un’alleanza tra scuola e famiglia. Protagonista sarà anche il grande cinema come strumento di prevenzione dalle dipendenze, con l’anteprima nazionale del film “Una canzone per mio padre” di Andrew e John Erwin www.<wbr></wbr>unacanzonepermiopadre.it/
Articolo 26 è un’associazione no-profit composta da genitori ed educatori che promuove la funzione formativa della famiglia e della scuola, sostiene i genitori e docenti nei loro compiti educativi, in funzione della continuità educativa scuola famiglia, operando nel rispetto dei valori della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del fanciullo e della Costituzione italiana. Svolge attività di formazione e informazione sul territorio nazionale, attraverso un numero crescente di sedi locali.

redaz

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