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Attualità | 13 agosto 2019, 17:04

Tartarughe d'acqua e altri animali esotici: in vigore le nuove regole

POCHI GIORNI ANCORA PER DENUNCIARE LA PRESENZA DI SPECIE CONSIDERATE "ALIENE E INVASIVE". LE MODALITA' DA SEGUIRE E LE SANZIONI

Foto tratte dal sito del ministero dell'Ambiente

Foto tratte dal sito del ministero dell'Ambiente

Il Gruppo Carabinieri Forestale di Vercelli ricorda che è imminente la scadenza per la denuncia di detenzione di esemplari delle specie considerate aliene e invasive, descritte nel Decreto Legislativo 230/2017. Tra queste, sono comprese la testuggine palustre americana Trachemys scripta ed alcune specie di scoiattoli.
Le testuggini palustri americane sono le comunissime tartarughine d'acqua, quelle con le guance arancione o giallo, che si potevano acquistare per pochi euro nei negozi per animali o alle fiere.

Altre specie sono meno comuni ma comunque diffuse, tra queste, ad esempio, lo scoiattolo grigio, che fino a qualche tempo fa veniva comunemente venduto nei negozi di animali.

In base alla normativa, la cui finalità è quella di tenere sotto controllo le specie che possono avere un forte effetto negativo sulla fauna nostrana e sull'ambiente, i proprietari hanno tempo fino al 31 agosto per fornire la comunicazione di possesso al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare.
La denuncia di possesso è obbligatoria, ma molto semplice e gratuita. È sufficiente compilare, eventualmente con l’aiuto del proprio veterinario, il modulo reperibile sul sito del Ministero dell’Ambiente, raggiungibile comodamente attraverso la scansione del seguente QR code



ed inviarlo al Ministero secondo le modalità indicate sul modulo stesso. L’attestazione dell’invio, tramite PEC, fax o raccomandata, autorizza automaticamente il proprietario a continuare a detenere il proprio animale da compagnia.

L'omessa denuncia prevede una sanzione amministrativa che va da un minimo di 150 ad un massimo di 20.000 euro.
"Si raccomanda vivamente di non disfarsi degli animali, sopprimendoli o semplicemente abbandonandoli in natura - è la raccomandazione dell'Arma -, ciò causerebbe, in virtù della elevata capacità di riprodursi, un potenziale il rischio di ampia diffusione, con danno alla fauna ed alla flora dei nostri territori e, non ultimo, il rischio di pesanti sanzioni pecuniarie e penali". Una raccomandazione quanto mai opportuna: addetti ai canali irrigui e agricoltori sanno bene quanto sia facile trovare esemplari, anche di grandi dimensioni, abbandonati nei canali delle risaie vercellesi.

redaz

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