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Arte e Cultura | 06 agosto 2019, 10:12

"Una carezza alla morte", mostra sulla strage del 1944

A ROASIO LA COMMEMORAZIONE DELL'ECCIDIO COMPIUTO DALLE MILIZIE NAZISTE

"Una carezza alla morte", mostra sulla strage del 1944

Venerdì 9 agosto, alle ore 11, sarà inaugurata a Roasio, al Museo dell’Emigrante, in via Vittorio Veneto 75, la mostra di Enzo Maio Una carezza alla morte (9 agosto 1944), dedicata alla strage di 23 civili di cui fu responsabile la polizia di sicurezza tedesca.

L’evento è patrocinato dal Comune di Roasio, dalle sezioni territoriali dell’Anpi Est Sesia e Gattinara, dall’Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea nel Biellese, nel Vercellese e in Valsesia. La mostra sarà visitabile sino al 25 agosto.

A corredo della mostra sarà pubblicato un catalogo con le opere artistiche realizzate da Enzo Maio e testi introduttivi di Chiara Gatti, storica e critica dell’arte, specialista di scultura e di grafica moderne e contemporanee, che scrive per le pagine del quotidiano “La Repubblica”, ed Enrico Pagano, direttore dell’Istituto.

 

«La strage di Roasio, compiuta dalla polizia di sicurezza tedesca il 9 agosto 1944, fu nella provincia di Vercelli il più cruento fra tutti gli eventi della guerra di liberazione […]. Appartiene ad una fase in cui l’esito del conflitto era ancora incerto, benché fossero sul campo tutti gli elementi per la sconfitta tedesca, dopo gli sbarchi in Normandia e in Sicilia, e non va isolato dall’alta tensione che si creò nella provincia di Vercelli nella tarda primavera e nell’estate del 1944, dalle esecuzioni di piazza Quintino Sella a Biella del 4 giugno, alla strage di Vigliano Biellese del 31 agosto, passando per il bombardamento di Gattinara del 20 giugno, la strage di carabinieri e partigiani di Alagna del 14 luglio, le fucilazioni di prigionieri al cimitero di Borgosesia del 18 luglio e, il giorno successivo, la strage di civili nelle frazioni alte del centro valsesiano (Rozzo, Lovario, Bastia e Marasco), i morti di Noveis del 20 luglio e, ancora, le fucilazioni al cimitero di Varallo dell’8 agosto e le impiccagioni al Ponte della Pietà, tra Quarona e Borgosesia, il 14 agosto».

 

«A che serve l'arte, dunque, se non a innescare una reazione, a raccontare per smuovere un sentimento di adesione, affinché anche l’ultimo dei corpi più lividi di Roasio non sia solo la fotografia di un martire del ’44, ma lo specchio di un crimine imperituro? […] Il profondo senso storico di Enzo Maio denuncia, attraverso la pittura, la crudeltà dei fatti. Ma l’intensità lirica delle sue figure inghiottite dalla notte allunga una carezza alla morte, un tocco leggero della mano sulla fronte contratta delle vittime di tutte le guerre».

redaz

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