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Cronaca | 11 luglio 2019, 00:29

"Era una maestra stimata dai genitori; non ho mai ricevuto lamentele"

PROCESSO CONTRO L'INSEGNANTE DI SOSTEGNO DELLA KORCZAK ACCUSATA DI MALTRATTAMENTI: PARLA LA DIRIGENTE SCOLASTICA

"Era una maestra stimata dai genitori; non ho mai ricevuto lamentele"

"Ha mai ricevuto da insegnanti, bidelli o genitori segnalazioni, anche confidenziali, su comportamenti verbalmente aggressivi della maestra Cantù nei confronti dei bambini?" "No, la maestra Cantù era molto stimata dai genitori dei bambini disabili e io non avevo mai ricevuto alcuna segnalazione negativa sul suo comportamento".

"Le risulta che nel fascicolo personale della maestra Cantù fossero segnalati episodi in cui si era mostrata verbalmente aggressiva nei confronti dei bambini?" "No".

"Dopo che la maestra Cantù è tornata in libertà si è mai confrontata con lei su quanto era accaduto alla Korczak?". "No".

Chiamata come teste da uno dei legali di parte civile, Fernanda Chiarello, dirigente dell'istituto comprensivo di cui fa parte anche la scuola materna Korczak ha deposto mercoledì al processo che vede la maestra Luisita Cantù accusata di maltrattamenti: episodi che avrebbero avuto per vittima un bimbo che Cantù seguiva come insegnante di sostegno, ma commessi di fronte anche agli altri alunni della classe (e per questo alcuni dei genitori si sono costituiti parte civile). La dirigente ha risposto con un "No" a molte delle domande che le sono state rivolte da legali e alle tre, riportate sopra, che le ha rivolto il pubblico ministero Davide Pretti. Nessuna nota negativa nel fascicolo personale di Cantù. Nessuna segnalazione su comportamenti scorretti, nessuna lamentela nemmeno negli anni precedenti, nessuna richiesta di incontro da parte dei genitori della sezione in cui lavorava Cantù, neppure dopo gli arresti. "Il giorno successivo - ha detto la preside - abbiamo fatto una riunione con tutti i genitori, poi quattro o cinque famiglie hanno chiesto incontri privati con me, ma nessuno frequentava la sezione D, quella della maestra Cantù", ha detto, rispondendo a una richiesta di precisazione avanzata da uno dei legali di Cantù, l'avvocato Cosimo Maggiore.

Su richiesta dell'avvocato Francesca Orrù, legale di parte civile, la dirigente si è poi soffermata sugli incontri che vennero organizzati con alcuni psicologi, subito dopo i tre arresti del novembre 2017. La proposta arrivò da due psicologhe che la dirigente conosceva per la loro attività professionale, e che erano anche mamma e nonna di uno degli alunni, e vennero svolti a titolo gratuito dalle professioniste di un'associazione di cui la dirigente non si è ricordata il nome: "La scuola supportò soprattutto l'aspetto logistico, mettendo a disposizione gli spazi", ha detto la dirigente. Che poi, a domanda di vari legali, ha detto di non sapere cosa fosse emerso da quegli incontri e quale fu l'esito di quel progetto. "C'era un'indagine in corso - ha detto - e ritenevo che fosse opportuno non intervenire nella vicenda".

L'avvocato Luca Berra, anche lui rappresentante di parte civile, è invece tornato sulla richiesta di trasferimento in un'altra classe presentata da una delle colleghe di Cantù. "Inizialmente mi aveva parlato di una diversa visione della programmazione didattica rispetto alle colleghe con cui lavorava - ha detto la dirigente -. Solo successivamente nell'estate del 2017 mi chiese di cambiare sezione. E così avvenne. Mi disse che lei la pensava diversamente dalle colleghe rispetto ad alcune scelte didattiche".

Prima della dirigente erano state sentite due mamme, che si erano costituite parte civile. La prima, assistita dall'avvocato Orrù, ha raccontato che il suo bimbo, al quale era stata diagnosticata una lieve forma di autismo, il primo anno non andava a scuola volentieri e anzi piangeva tutte le mattine. “Lui allora non parlava e quindi non poteva esprimere eventuali disagi o raccontare cose che succedevano a scuola – ha detto la donna -. Ma spesso, quando era in classe, si faceva la pipì addosso, cosa che a casa non avveniva mai. Le insegnanti, però, mi dicevano che era pigro. Ora invece è molto migliorato e va a scuola volentieri”.

L'altra mamma, invece, seguita dall'avvocato Teresa Certa, ha detto che la sua bambina, che frequentava la classe in cui insegnava anche Cantù, era sempre andata a scuola volentieri e senza mostrare alcun segno di disagio nei confronti delle sue insegnanti. “L'unica cosa è che non voleva fare intersezione – ha poi aggiunto la donna – perché doveva lasciare le sue maestre e andare in un'altra classe. Nei giorni in cui doveva cambiare classe mi chiedeva di non fermarsi a mensa e di tornare a casa il pomeriggio”.

A settembre, alla ripresa del processo, dopo gli ultimi testi di parte civile verrà sentita anche Luisita Cantù: i legali hanno chiesto e ottenuto un contraddittorio nel corso del quale verranno proiettati i video che hanno portato al suo arresto. Ancora da decidere, invece, le modalità con cui verranno ascoltati i genitori del bimbo che sarebbe stato vittima dei maltrattamenti. I legali di Cantù hanno chiesto che mamma e papà del bimbo (che non si sono costituiti parte civile e che sono nella lista testi della difesa), vengano sentiti a porte chiuse, ma secondo il pubblico ministero non ci sarebbero i requisti. Dopo la decisione del giudice verrà fissata la data della loro audizione.

redaz

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