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Sport | 10 luglio 2019, 18:39

L'Amatori è finito?

RACIOPPI ANNUNCIA UNA NUOVA SOCIETA', E L'ENTUSIASMO E' ALLE STELLE - MA CHE NE SARA' DEI COLORI GIALLOVERDI?

L'Amatori è finito?

Hockey su pista, che accadrà ora che Alvise Racioppi – che con Gianni Torazzo fu l'artefice del ritorno in A1 dell'Amatori – ha annunciato quel che bolliva in pentola da anni: la nascita di una nuova società.

Prima considerazione. L'annuncio che Racioppi ha dato su facebook è stato salutato con entusiasmo un po' da tutti quelli che gravitano attorno all'Amatori. Un tifoso storico dell'Amatori, Fausto Gualandris, ha scritto: Adesso sappiamo cosa fare il sabato sera.

Di sicuro attorno a Racioppi si sta riformando quel “materiale umano” che nulla vuole spartire con la gestione Tarsia. Stiamo parlando soprattutto della bandiera dell'Amatori Gianni Torazzo, stiamo parlando dell'imprendiore (amico di Racioppi) Domenico Sabatino, stiamo parlando di Adriano Mognon, di Fausto Gualandris, degli abitanti-tifosi del rione. E tanti altri. Tutti pronti a dare una mano al nuovo progetto.

Seconda considerazione. Forse il presidente Salvatore Tarsia iscriverà l'Amatori al campionato di serie B (triste no?, dopo una inutile salvezza). Certo, il “marchio” è ancora suo. Ma si ha la sensazione che sia rimasto solo. Se qualcuno è dalla sua parte lo vedremo presto.

Terza considerazione. Alvise Racioppi ha precisato che lui non vuole la morte dell'Amatori, e che quindi non sa se il prossimo anno questa realtà la vedremo in serie B. Forse si partirà con il solo settore giovanile. In effetti è inimmaginabile che la squadra di questa società, metti che la chiamino Hockey Vercelli, affronti l'Hockey Amatori Vercelli di Tarsia. Sarebbe comunque l'Amatori di sempre... Impossibile tifare contro una squadra con i colori gialloverdi.

Quarta considerazione. Come qualcuno ricorderà, pochi giorni addietro Alvise Racioppi si complimentò con Tarsia per l'avvenuta iscrizione della squadra alla serie B. Successivamente ci sono stati incontri, ma che non hanno dato nessun esito. Insomma, fino alla fine il tentativo di convincere Tarsia a lasciare per dare vita a un nuovo Amatori c'è stato.

Quinta e ultima considerazione. L'Amatori – fa male dirlo, fa male scriverlo - è finito. Non è (solo) questioni di debiti, di poca chiarezza, di buona o cattiva gestione. Senza tifo, senza la passione dei sostenitori una società è morta. Ma non sarebbe giusto: perché l'Amatori è patrimonio della città.

Non resta che aspettare gli ulteriori sviluppi, in due direzioni: verso questa nuova società, verso il vecchio Amatori.

rb

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