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Cronaca | 10 luglio 2019, 09:52

Botte da orbi durante il carnevale: due uomini a processo

IN AULA VICENDA CHE EBBE ANCHE RISONANZA NAZIONALE

Botte da orbi durante il carnevale: due uomini a processo

In un clima di euforia, data dal carnevale e forse da qualche bicchiere di troppo, si  lasciano andare a battute inopportune nei confronti di un giovane disabile che gira per la festa insieme alla famiglia. Il fratello di lui, un uomo a sua volta problematico, reagisce e, dalle parole, si passa rapidamente ai fatti. Ad avere la peggio, è proprio il fratello del giovane disabile che, nella rissa, rimedia la frattura della mandibola e perde quattro denti.

Una rissa che, all'arrivo dei Vigili urbani di Santhià, si è appena consumata e che, nei giorni scorsi, è stata ricostruita davanti al giudice, in Tribunale a Vercelli, dove due trentenni sono finiti a processo con l'accusa di aver procurato lesioni aggravate alla controparte, un 25enne che, oltre ad aver sporto denuncia, si è anche costituito come parte civile.

Una vicenda complessa - anche per la particolare condizione di salute della parte offesa - di cui si era molto parlato tre anni fa perché la vittima dell’aggressione si era rivolto a programmi televisivi per raccontare l'accaduto.

Il giovane aveva raccontato che, la sera del giovedì grasso 2016, in corso Nuova Italia a Santhià, mentre passeggiava con un amico, aveva visto i due che irridevano suo fratello. Allora si era avvicinato per chiedere spiegazioni, ma la discussione era subito degenerata: lui aveva tentato un colpo di arti marziali nei confronti di uno dei due ma poi aveva avuto la peggio, finendo a terra e rimediando calci e lesioni, poi refertate in ospedale dove era stato portato in ambulanza.

La versione della controparte, però, è stata diversa: “Si è trattato di una battuta scherzosa - ha detto in aula uno degli imputati - Poi, non si è capito come, è scoppiato il tutto e noi ci siamo difesi perché con quel ragazzo c'era anche un pitbull  che girava libero”. Una situazione di confusione e parapiglia nella quale, al di là della pessima battuta iniziale e delle lesioni conclusive, non è stato facile dare un ordine logico. Anche perché alcuni testi, sentiti in aula, hanno dato versioni giudicate assolutamente poco credibili - tanto che per tre di loro il pubblico ministero ha chiesto e ottenuto la restituzioni delle trascrizioni alla Procura con la richiesta di valutare la denuncia per falsa testimonianza. Secondo gli imputati, poi, nei giorni immediatamente successivi all'aggressione ci sarebbero stati anche episodi ritorsivi nei confronti dei parenti degli aggressori.

Il pubblico ministero al termine del processo, ha chiesto la condanna a 3 anni per entrambi gli imputati ma il giudice li ha condannati a 1000 euro di multa riqualificando l'episodio in lesioni aggravate colpose. A favore della vittima però, è stata disposta una provvisionale immediatamente esecutiva di 5000 euro (demandando alla sede civile la quantificazione del danno) mentre a carico degli imputati saranno anche le spese processuali e di costituzione di parte civile.

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