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Politica | 28 giugno 2019, 10:53

La rotonda non c'è più: le polemiche restano

TRINO FUTURA ANNUNCIA INTERROGAZIONI SULLA SICUREZZA STRADALE E CRITICA IL SINDACO PER I TERMINI USATI SUI SOCIAL

La rotonda non c'è più: le polemiche restano

La rimozione della rotonda all'ingresso di piazza Martiri, a Trino - uno degli impegni che il sindaco Daniele Pane si era preso fin dalla campagna elettorale - ha dato la stura a una serie di scambi polemici tra sostenitori della precedente e dell'attuale amministrazione.

Casus belli è stato il "manifesto funebre" satiricamente affisso ai pali che delimitavano la rotatoria: al mercato il manifesto è stato lo spunto per una serie di faccia a faccia polemici oltre che di commenti sui social.

A distanza di poche ore, con torni decisamente più pacati, è il gruppo consiliare "Trino futura", dell'ex sindaco Alessandro Portinaro a tornare sul tema con un comunicato stampa che, partendo dal tema della sicurezza stradale, arriva poi a criticare l'amministrazione per i toni utilizzati nell'annunciare l'intervento.

Ecco il testo del comunicato che "Trino futura" diffuso ai mezzi di informazione.

La vicenda della rimozione della rotonda posta all’ingresso di piazza Martiri della Libertà merita a nostro avviso di essere vista sotto due punti di vista, di merito e di metodo.
Per quanto riguarda il merito, quella scelta di gestione della viabilità nasce dalle indicazioni tecniche del progettista, in funzione dell’obiettivo generale di migliorare la sicurezza e riqualificare la zona, aumentando gli spazi pedonali.
Da qui si dovrebbe partire, poiché la rotonda obbligava gli automobilisti a rallentare, evitando così che ci fosse un unico rettilineo senza interruzioni da corso Italia fino alla conclusione di corso Galileo Ferraris. Inoltre il posizionamento del palo centrale per l’illuminazione pubblica assicurava il rispetto del codice della strada, garantendo visibilità in quel punto, secondo i parametri di norma.
Le nostre prime domande quindi riguardano proprio il mantenimento di quegli aspetti di sicurezza, in una situazione oggi completamente diversa.
Perché tra introdurre un elemento di “fastidio”, che porta a rallentare, e aumentare il rischio per pedoni e ciclisti, non abbiamo alcun dubbio su quale sia la scelta migliore. Dopodiché se invece vi sono altre soluzioni tecniche, che queste vengano almeno presentate e discusse. Intanto però ci piacerebbe anche conoscere i costi della rimozione della rotonda e quali saranno gli eventuali costi per i successivi interventi di adeguamento dell’area.
Su tutti questi aspetti abbiamo presentato una richiesta di chiarimenti agli uffici competenti del Comune e all’Amministrazione, svolgendo in pieno il nostro ruolo di controllo, che ci è stato affidato in qualità di consiglieri di opposizione. 
Sugli aspetti più “goliardici” della vicenda, da una parte c’è il pieno diritti di ogni singolo cittadino di esprimersi e anche di fare satira, ci mancherebbe. Sapendo anche che ci sono delle regole da rispettare, che comprendono anche il divieto di affissioni abusive. Resta sempre valida, però, l’attenzione alla sensibilità delle persone e gli annunci funebri, purtroppo, sono per molti cosa estremamente seria, su cui c’è poco da scherzare.
Non c’è invece nulla di goliardico e riteniamo invece inaccettabile associare la rimozione di un’opera pubblica alla Liberazione e alla Resistenza, come ha fatto il sindaco nelle sue comunicazioni sui canali social, privati e istituzionali. Non fosse altro perché se abbiamo oggi libertà di parola, tra le tante libertà riconquistate, è grazie al sacrificio dei molti che hanno combattuto il fascismo e il nazismo. Chi rappresenta gli organismi democratici di questo Paese dovrebbe almeno avere quel minimo di sensibilità istituzionale e di conoscenza della storia per capire che ci sono cose che non si possono scrivere. 
Sappiamo che con ogni probabilità sono moltissimi i trinesi che applaudono alla scelta della giunta, ma ve ne sono altri che la pensano diversamente o che, quanto meno, si domandano quali vantaggi porti questa decisione. E costoro, per quanto possano essere una minoranza, hanno pieno diritto di essere rappresentati e soprattutto rispettati. Su questa vicenda come su altre.

 

redaz

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