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Cronaca | 25 giugno 2019, 13:22

Spari contro l'ufficio postale: chiesta una condanna a 9 mesi

IN AULA UNA VICENDA CHE EBBE COME PROTAGONISTA UN GIOVANE POI FINITO IN CARCERE PER OMICIDIO

Spari contro l'ufficio postale: chiesta una condanna a 9 mesi

E' stata chiesta una condanna a nove mesi di reclusione per il giovane accusato di aver sparato contro la vetrata edll'ufficio postale del rione Concordia, in via Gramsci.

L'episodio, che vede come imputato il vercellese Alessandro Rizzi, risale al maggio 2016: due mesi più tardi il giovane venne arrestato, reo confesso, per l'omicidio dell'amico Daniel Napolitano.

A ricostruire l'accaduto, favanti al giudice Valeria Rey, è stato l'agente della Polizia di Stato che era intervenuto dopo che, al centralino della Questura era arrivata una telefonata dall'ufficio postale con la segnalazione di spari esplosi contro la vetrata. "Siamo intervenuti - ha detto il poliziotto - e abbiamo verificato la presenza di piccoli fori sulla vetrata. A terra c'erano biglie di metallo che sembravano essere rimbalzate a terra dopo essere finite contro la vetrata e che erano perfettamente compatibili con i fori della vetrata".

Da una fonte confidenziale, i poliziotti avevano saputo che Rizzi, spesso ospite della nonna, residente proprio di fronte all'ufficio, aveva da poco acquistato un'arma a salve. Così, notando che il balcone della casa dell'anziana era proprio in linea con la traiettoria seguita dagli spari, era stata fatta una perquisizione e, oltre all'arma, erano state trovate biglie identiche a quelle raccolte in strada.

Nessun dubbio sulla responsabilità dell'indagato, dunque, per il pubblico ministero che ha chiesto una condanna a 9 mesi; mentre dalla difesa è arrivata la richiesta di assoluzione per il mancato raggiungimento della prova, dal momento che nessuno aveva visto Rizzi usare l'arma, "Il fatto che fosse in suo possesso non dimostra che abbia sparato" è stata la conclusione della legale del giovane.

Sentenza nelle prossime settimane.

redaz

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