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Cronaca | 11 giugno 2019, 08:38

"Ritratta le accuse di violenza o saranno guai"

MADRE E FIGLIO A PROCESSO PER STALKING NEI CONFRONTI DI UNA MINORENNE E DEL FRATELLO

"Ritratta le accuse di violenza o saranno guai"

Avrebbero perseguitato e minacciato una ragazza marocchina, minorenne, e la sua famiglia per ottenere che la giovane ritirasse una denuncia per tentata violenza sessuale.

Sono state chieste condanne rispettivamente a otto mesi e a un anno di carcere per due vercellesi, madre e figlio, finiti a processo con le accuse di stalking, lesioni, minacce e intralcio alla giustizia. Vittime dei loro comportamenti una famiglia marocchina residente in città - in particolare la figlia minorenne e il fratello, malmenato su un autobus che lo portava a scuola.

Una vicenda complessa quella approdata in questi giorni nelle aule del Tribunale, "costola" di una precedente denuncia che la ragazzina aveva sporto nei confronti del giovane, poco più che ventenne, accusato di essersi spinto troppo oltre nelle avance. Secondo le accuse, quando il giovane e la madre scoprono la denuncia per violenza sessuale, diventano insistenti e aggressivi, nel tentativo di ottenere che la giovane torni sui suoi passi.

Lui inizia a mandare messaggi alla migliore amica della sua accusatrice affinché convinca la ragazzina a cambiare la sua versione. La madre, invece, in due occasioni cerca il confronto diretto: una volta fermando in un parco la giovane e una volta recandosi direttamente a casa della famiglia marocchina: "per ottenere un chiarimento", secondo la sua versione dei fatti, per minacciare la ragazzina secondo l'accusa e le parti civili costituite che hanno raccontato di aver subito minacce del tipo "Se non ritiri la denuncia ti brucio la casa". Minacce che avevano spinto la madre della giovane marocchina a chiamare le forze dell'ordine, ottenendo anche una misura restrittiva nei confronti dei due vercellesi.

A fare le spese di questa situazione anche un fratello della giovane, strattonato e preso a calci sull'autobus dal vercellese che, dal canto suo, ha sempre rigettato le accuse, così come la madre. Secondo entrambi tutti gli incontri con la ragazza marocchina e la sua famiglia sarebbero stati solo dei tentativi per ottenere chirimenti rispetto a un'accusa, quella di tentata violenza sessuale, che entrambi considerano inventata.

redaz

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